CAGLIARI. "Cagliari si conferma, purtroppo, la capitale del 'vorrei ma non posso', o per meglio dire del 'potrei ma non voglio'. Mentre la città viene svuotata dalla mancanza di visione, assistiamo all'ennesimo disastro annunciato per le festività di fine anno". Così i consiglieri comunali di opposizione della Commissione Cultura, Ferdinando Secchi, Pierluigi Mannino, Roberta Sulis e Marcello Corrias, attaccano la Giunta firmata Massimo Zedda per la conferma del Capodanno diffuso anche in occasione dei festeggiamenti nella prima notte del 2027.
Ferdinando Secchi parla delle "trionfalistiche dichiarazioni della Giunta sul cosiddetto 'Capodanno diffuso'", definendole "fumo negli occhi per mascherare una realtà amara: Cagliari si prepara a subire il terzo Capodanno consecutivo di serie B. Il nostro Comune ha letteralmente gettato al vento l'opportunità di ospitare il grande evento regionale, poi prontamente incassato da Alghero. Il motivo? La presunta 'eccessiva mole di lavoro' dei nostri dirigenti. Un'amministrazione che rinuncia alla vetrina più importante dell'anno perché gli uffici 'non ce la fanno a gestirla' certifica pubblicamente la propria totale paralisi gestionale. Invece di far convergere migliaia di persone, sulla nostra città, questa programmazione mediocre farà scappare i cagliaritani verso altre mete".
A fargli eco il consigliere Pierluigi Mannino, vice presidente della commissione: "Siamo alle solite. Mentre altre città – da Olbia ad Alghero, da Palermo a Rimini – già da mesi hanno annunciato il loro Capodanno, mettendo in cartellone nomi di grande richiamo usati per vendere la città all’estero e riempire hotel aerei a dicembre, noi a metà settembre siamo ancora fermi alla generica manifestazione di interesse per la solita festa diffusa. Vengono stanziati 578 mila euro per il solito copione: mega palco in Largo Carlo Felice, cover anni '70-'80-'90 al Bastione, dj set e un generico 'artista di rilievo nazionale'. Non c'è assolutamente nulla che faccia prenotare un volo o che faccia parlare di Cagliari fuori da Cagliari. Si sceglie di volare basso, ma chi vola basso, alla fine, corre solo il rischio di schiantarsi nell’anonimato".
La consigliera Roberta Sulis: "Cagliari ha tutte le carte in regola per sognare in grande: un centro storico unico, un clima che a dicembre altre destinazioni si sognano e un aeroporto internazionale a due passi dal centro. Potremmo attrarre decine di migliaia di persone e destagionalizzare per davvero il turismo, se solo ci fosse il coraggio politico di investire su una promozione seria e su un cartellone di livello internazionale. Invece, la totale mancanza di ambizione di questa Giunta condanna il capoluogo di Regione all'irrilevanza".
A chiudere il cerchio il consigliere Marcello Corrias: "Questo pressappochismo è uno schiaffo imperdonabile ai nostri operatori economici. I commercianti, i ristoratori e i titolari di strutture ricettive si ritrovano, per il terzo anno di fila, traditi da un'Amministrazione incapace di creare le condizioni per farli lavorare bene durante le festività. Chi fa impresa e investe a Cagliari merita una Giunta in grado di attrarre grandi eventi e creare indotto reale, non una squadra che alza bandiera bianca di fronte al lavoro e si accontenta delle briciole". I consiglieri della Commissione Cultura annunciano battaglia.
Va detto che questo è quanto fanno sapere dall'opposizione, ma per ora non ci sono ancora conferme ufficiali dalla maggioranza: il programma non è stato annunciato e potrebbero esserci delle sorprese dietro l'angolo. Si spera.