CAGLIARI. "Informiamo che, a partire da oggi, Michael Ardu non fa più parte di Surra e non rappresenta in alcun modo il movimento. La decisione è definitiva".
Poche parole, lapidarie. Così il movimento di Surra annuncia la separazione dal volto più riconoscibile con quello di Elena Pinna. Ad accompagnare il testo c'è un video del diretto interessato che conferma la separazione. C'è però una dicotomia tra il filmato e il copy: Ardu parla di una decisione per motivi personali e rassicura i follower che la pagina troverà un altro volto. Nel testo, invece, la separazione sembra più drastica.
"Per rispetto delle persone coinvolte e per scelta di responsabilità, non riteniamo opportuno rendere pubbliche le motivazioni della sua uscita", scrivono i gestori della pagina. "Surra prosegue il proprio percorso, con le proprie persone, guidata dai propri principi e da un unico vero motore: la tutela della Sardegna, alla quale sono rivolte tutte le nostre azioni e la nostra lotta". Lo stesso testo, senza il video, è stato condiviso anche da Elena Pinna.
Solo pochi giorni fa, nella stessa pagina, si trovava il volto di Ardu, intervistato da L'Indipendente. Poi, a seguire, un altro post, una sorta di manifesto in cui si puntualizzava la volontà di Surra di non aderire a nessun partito. E scrivevano: "Le scelte personali, così come le opinioni, le dichiarazioni e le iniziative espresse a titolo individuale, non rappresentano automaticamente la posizione ufficiale di Surra né ne definiscono, singolarmente, l’indirizzo politico. Surra non impone né censura il pensiero dei propri componenti. La pluralità delle posizioni individuali è compatibile con l’identità del movimento, purché resti ferma la sua prerogativa fondamentale: la tutela del territorio e degli interessi della Sardegna. Per questa ragione, respingiamo qualsiasi interpretazione che intenda ricondurre Surra a logiche di competizione elettorale, candidature o costruzione di un soggetto partitico".