CAGLIARI. Il pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari deve chiudere per due giorni, la motivazione? La Asl "gioca d'anticipo" e per evitare nuovi blackout (successe già a febbraio) sono stati programmati dei lavori sugli impianti elettrici. La paura è che l'imminente stagione autunnale (e le relative piogge) possano creare dei problemi, quindi meglio risolverli in anticipo.
Nella nota diffusa dalla Asl cagliaritana si parla di una "temporanea sospensione delle attività di accettazione il 14 e il 15 settembre 2026 per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori", ma viene "garantito in loco un presidio medico-infermieristico per le emergenze e per gli accessi spontanei non altrimenti differibili".
Nello specifico è previsto il "ripristino della blindo-sbarra a servizio del pronto soccorso necessario per assicurare il pieno rispetto dei parametri di sicurezza elettrica e operativa degli impianti". Un intervento "non ulteriormente procrastinabile, finalizzato innanzitutto a prevenire possibili anomalie dell’alimentazione elettrica e futuri blackout che, in un contesto particolarmente delicato quale quello del Pronto Soccorso, potrebbero compromettere la sicurezza dei pazienti e la regolare gestione delle attività assistenziali".
La partenza dei lavori è prevista dalle ore 8 di lunedì 14 settembre e fino alla giornata di martedì 15 settembre 2026, quando "sarà temporaneamente sospesa l’ordinaria attività di accettazione del Pronto Soccorso per il tempo strettamente necessario al completamento dell’intervento".
Si legge nella nota: "L’Azienda è consapevole dei possibili disagi che tale temporanea sospensione potrà arrecare ai pazienti e agli utenti e ha pertanto predisposto ogni misura utile a ridurre al minimo l’impatto sull’utenza e a garantire, per tutta la durata dei lavori, la massima tutela delle persone che necessitino di assistenza. È importante sottolineare che la sospensione temporanea dell’erogazione dell’energia elettrica non comporterà l’assenza di assistenza sanitaria presso il presidio. Per l’intera durata del fermo-impianto resterà infatti presente in loco un’équipe medico-infermieristica del Pronto Soccorso, a disposizione di eventuali persone che dovessero presentarsi spontaneamente presso la struttura".
Spetterà al personale "la valutazione delle condizioni cliniche, la presa in carico, la stabilizzazione e la gestione delle situazioni di emergenza e urgenza non differibili, adottando, laddove necessario, le opportune procedure di sicurezza e di riorientamento verso le strutture della rete assistenziale regionale". E contestualmente, "l’Azienda ha richiesto il necessario coordinamento con le Aziende sanitarie e ospedaliere della rete regionale, affinché, durante il periodo di sospensione, possano essere adeguatamente assorbiti i flussi di emergenza-urgenza temporaneamente riorientati".