BURCEI. Un arsenale destinato alla caccia di frodo: così l'operazione antibracconaggio della polizia di Stato nel territorio del Sarrabus ha portato alla denuncia di uomini, a piede libero, residenti a Burcei, in possesso di almeno nove fucili diversi (la gran parte denunciati, ma non tutti).
I poliziotti hanno intercettato un veicolo che procedeva a fari spenti lungo una strada interpoderale sterrata, in una zona rurale isolata e del tutto priva di illuminazione. Nonostante un tentativo da parte degli occupanti di eludere il controllo, la pattuglia è riuscita a sbarrare la strada al mezzo. L'atteggiamento visibilmente agitato dei due uomini ha indotto gli operatori a eseguire una perquisizione veicolare, durante la quale è stato rinvenuto all'interno di uno zaino un equipaggiamento completo da bracconaggio: una carabina modificata, le relative munizioni, un puntatore laser, una torcia ad alta intensità, un pugnale e un coltello a serramanico.
I controlli sono stati successivamente estesi alle case degli uomini a Burcei. L'ispezione delle abitazioni ha permesso di recuperare un ulteriore fucile da caccia con munizioni e una seconda carabina detenuta illecitamente, oltre a riscontrare l'assenza delle cartucce precedentemente denunciate agli uffici di pubblica sicurezza.
L'attività si è conclusa con il sequestro penale e il ritiro cautelare di tutte le armi e le munizioni regolarmente denunciate, stante il venir meno dei requisiti di affidabilità previsti dalla legge. Complessivamente le forze dell'ordine hanno posto sotto sequestro sette fucili da caccia, due carabine, un puntatore laser, una torcia, un pugnale e un coltello a serramanico. I due uomini sono stati denunciati per alterazione e porto abusivo di armi, detenzione illecita di munizionamento, porto di oggetti atti ad offendere e caccia in periodo di divieto generale. I sequestri sono stati convalidati dalla magistratura.