Situazione critica al centro migranti di Monastir, il Sap: “Gli agenti non riescono neanche ad andare in bagno”

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MONASTIR. Lo sbarco di un barchino di migranti sulla spiaggia di Chia a Domus Nova e il ferimento di una turista riaccendono i riflettori sulla gestione degli arrivi in Sardegna e sulle condizioni dell’hotspot di Monastir. Una situazione che, secondo il sindacato di polizia, continua a scaricare sulle forze dell’ordine e sui territori le conseguenze di un sistema di accoglienza con diverse criticità.

Ieri pomeriggio un gruppo di migranti è arrivato a bordo di una piccola imbarcazione sulla costa di Chia. Durante lo sbarco una giovane ragazza è stata travolta dal barchino riportando traumi e lesioni ad una gamba, per poi perdere conoscenza. “La gravità dei fatti di ieri è sotto gli occhi di tutti. La ragazza ha riportato gravi traumi. Quello che è successo in mare poteva essere tranquillamente prevenuto con un pattugliamento navale come si deve. Queste persone dovevano essere bloccate prima. I colleghi si trovano poi costretti a fare da meri traghettatori dalla costa al centro di Monastir”, spiega Rosario Trovato, segretario provinciale Sap Cagliari.

Una situazione che, secondo il Sap, si somma alle criticità già denunciate all'interno dell'hotspot dell'ex scuola di polizia penitenziaria. “La struttura non è idonea, sia dal punto di della sicurezza interna che della sicurezza perimetrale”, fa sapere Trovato.

Tra le criticità segnalate, oltre alle condizioni di lavoro, c’è anche la carenza di personale. “Ci sono colleghi che non riescono neanche ad andare in bagno perché non ci sono dei bagni dignitosi – continua Trovato - L'organico che viene mandato è quello che va a sostituire i pensionamenti, punto. Ma non c'è nessun rafforzamento che possa essere dichiarato tale”.

Come riportato dal sindacato, inoltre, la struttura non sarebbe stata oggetto di una completa bonifica    e al suo interno sarebbero stati ritrovati oggetti utilizzabili come armi improprie, tra cui bottiglie rotte e spranghe di ferro. Per Trovato, l'hotspot di Monastir continua a rappresentare un punto critico nella gestione degli sbarchi. “La situazione in questo momento, ribadisco, è esplosiva. La scelta di adibire Monastir ad hotspot è stata una scelta folle e inadeguata”, conclude Trovato.


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