L'inflazione sale ancora in Sardegna, anche dopo l'estate: "Perdita progressiva del potere d'acquisto"

 

CAGLIARI. L'inflazione in Sardegna torna a salire e preoccupa i sindacati per l'impatto sui redditi delle famiglie. A settembre l'indice dei prezzi al consumo registra un incremento su base annua del 4,2% (rispetto al 3,3% di agosto), mentre i prodotti a più alta frequenza d'acquisto balzano dal 4,3% al 5,3%. A lanciarne l'allarme è la Cisl Sardegna.

Nonostante l'aumento dell'occupazione e i segnali positivi di crescita dell'economia, la stima della Cisl evidenzia una perdita progressiva del potere d'acquisto: ad agosto le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,5% in valore ma calate dell'1% in volume. Un trend aggravato dal deficit salariale sardo. Secondo il Centro Studi "Giannetto Lay", tra il 2008 e il 2023 le retribuzioni reali nel settore privato dell'Isola sono crollate del 15,2% (a fronte del -6,2% medio nazionale), attestando la retribuzione media annua a 17.642 euro contro i 23.630 euro della media italiana.

Ad appesantire la situazione concorrono anche i costi legati ai beni energetici (+22,3% a settembre) e ai trasporti nell'interno dell'Isola. Per fronteggiare la crisi dei prezzi, la Cisl sollecita un'accelerazione sui rinnovi dei contratti collettivi nazionali, con circa 3,9 milioni di lavoratori ancora in attesa e il potenziamento della contrattazione di secondo livello.

"La sfida", conclude Ledda, "è trasformare la crescita del lavoro in crescita dei salari, del potere d'acquisto e della qualità della vita, attraverso un nuovo Patto sociale che metta al centro la partecipazione e la coesione".