A Cala Finanza scatta il blitz di carabinieri e corpo forestale: Villa Joy sotto sequestro

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LOIRI PORTO SAN PAOLO. Villa Joy a Cala Finanza sotto sequestro preventivo. Lo ha disposto la Procura di Tempio Pausania e oggi è scattato il blitz di carabinieri, corpo forestale e di vigilanza ambientale e del nucleo ispettorato del lavoro di Sassari nell’area del territorio di Loiri Porto San Paolo, sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e finita sulle cronache nazionali negli ultimi mesi per le agguerrite proteste sull’operazione immobiliare della Tavolara Bay, che voleva realizzarne un complesso turistico di lusso. 

A luglio si erano mobilitati in migliaia, tra cittadini e associazioni, per dire no al progetto di riqualificazione della Villa. Il Tar aveva bloccato l’autorizzazione e i giudice di recente hanno confermato la revoca dei permessi Zes. Oggi la svolta con i sigilli dell’immobile “destinato ad un uso non conforme”, secondo quanto comunicato dalla Procura, “agli strumenti urbanistici vigenti”. Sequestrato, quindi, insieme a diverse “piste realizzate abusivamente e moduli prefabbricati annessi alla struttura principale con modalità non conformi alla normativa. 

Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania. Stamattina sul posto è arrivato il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Tempio Pausania, con i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari che ha proceduto a sottoporre a sequestro preventivo l'immobile denominato Villa Joy, "destinato ad un uso non conforme agli strumenti urbanistici vigenti, unitamente a diverse piste realizzate abusivamente, nonché a numerosi moduli prefabbricati funzionali alla struttura principale, annessi con modalità non conformi alla qualificazione urbanistica dell’area e alla relativa normativa di settore". 

Finita sotto sequestro anche un’area che "presenta evidenti emergenze di natura storico-archeologica, che sarà oggetto di più approfondite indagini da parte dei funzionari archeologi della Soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro". È inoltre al vaglio degli inquirenti la posizione di alcuni soggetti per plurime violazioni del testo unico in materia edilizia e del codice dei beni culturali e del paesaggio.

Esulta il Gruppo d'intervento giuridico che ha più volte chiesto accertamenti a magistratura e polizia giudiziaria ed è intervenuto sulla vicenda con due contenziosi amministrativi pendenti al Tar Sardegna sull’emanazione dell'autorizzazione unica Zes (successivamente revocata) alla costruzione di una struttura ricettiva. Che, ricorda il Grig, è solo "la prima parte di un grande intervento di trasformazione immobiliare" in un'area ricca di macchia mediterranea.

Per la prima parte del progetto è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno. In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf. "Può una disciplina normativa", si chiede il Grig, "nata per favorire l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali diventare uno strumento di eversione del quadro giuridico di rilievo costituzionale per la tutela del paesaggio/ambiente e della normativa sulla conferenza di servizi? Può la disciplina sulla ZES fare carta straccia delle competenze assegnate alla Regione autonoma della Sardegna dallo statuto speciale? Ora l’intervento in sede penale pone un punto fermo per la difesa della legalità e dell’ambiente". 

 


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