UTA. "Apprendo con grande preoccupazione la decisione del personale infermieristico in servizio presso la Casa circondariale di Uta di interrompere, in assenza di una soluzione immediata, le prestazioni aggiuntive". Lo dichiara Irene Testa, garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, commentando la mobilitazione degli operatori sanitari del penitenziario cagliaritano. Ma non è l'unica situazione che, al livello regionale, desta preoccupazione: anche il carcere minorile di Quartucciu rischia turni senza copertura, come denunciano invece da Fratelli d'Italia. 

Solo poche ore fa, per quanto riguardava lo stato degli operatori nelle carceri sarde, la Uil Fip aveva parlato di "una polveriera"

Alla base della protesta, per quanto riguarda Uta, che rischia di paralizzare l'assistenza sanitaria all'interno della struttura, ci sono pesanti ritardi nei pagamenti dello straordinario. "È inaccettabile che il diritto alla salute delle persone detenute rischi di essere compromesso a causa di ritardi amministrativi e del mancato pagamento di prestazioni lavorative rese da mesi", attacca la garante.

La denuncia si inserisce in un quadro già critico per il carcere di Uta, segnato da "cronico sovraffollamento, carenza di personale sanitario e penitenziario e crescenti difficoltà organizzative". Secondo Testa, lo stop alle prestazioni aggiuntive comporterà il "concreto rischio di una drastica riduzione dell'assistenza sanitaria", una situazione destinata a peggiorare con il previsto aumento del numero dei detenuti.

Dalla garante arriva quindi un appello urgente alla Asl di Cagliari, alla Regione Sardegna. 

Intanto in serata, anche il Consigliere Corrado Meloni, FdI ha lanciato l'allarme: "Da domani mattina, nelle carceri della provincia di Cagliari, i detenuti rischiano di trovarsi senza assistenza medica. Scade oggi la proroga che consentiva ai medici di famiglia di svolgere attività anche negli istituti penitenziari, e l’azienda sanitaria non ha saputo — o voluto — evitarlo. Il risultato è che da domani diversi turni resteranno scoperti nelle strutture del territorio, e il carcere minorile di Quartucciu si troverà totalmente privo di copertura medica”. 

“Non stiamo parlando di un disservizio qualunque. Stiamo parlando di ragazzi minorenni, già ristretti in una struttura che da mesi denuncia un sovraffollamento record, ai quali da domani mattina la Regione toglie anche il diritto elementare a un medico che risponda in caso di bisogno. Un vuoto totale, prevedibile, annunciato — e nonostante questo, non affrontato per tempo da chi ha la responsabilità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza anche dietro le sbarre” aggiunge Paolo Truzzu capogruppo in consiglio regionale.