CAGLIARI. Tre ettari di terreni sequestrati e 11 indagati. Oltre le multe per un totale di 29mila euro. È il bilancio dell'operazione "Fumo nero" del Corpo forestale, che ha visto coinvolte le stazioni di Cagliari e Uta e il Nucleo investigativo in un'attività mirata prevalentemente alla repressione dell'incenerimento dei rifiuti. Dopo le segnalazioni arrivate dai cittadini delle colonne di "fumo nero" dovute all'incendio di rifiuti in diverse aree dell'hinterland di Cagliari, da Le aree interessate da Monserrato, Quartu, Elmas, Quartucciu, Sestu fino ad Assemini, sono scattati gli accertamenti.
In tutti i casi i responsabili sono stati colti in flagranza, mentre bruciavano rifiuti e talvolta li interravano. 

Gli indagati sono tutti residenti nell'hinterland del cagliaritano e in prevalenza proprietari o possessori dei terreni dove venivano accumulati i rifiuti, poi bruciati e/o interrati. Alcuni autori dei reati ambientali sono titolari di varie imprese (costruzioni, trasporti e anche imprese agricole)  che sistematicamente bruciavano imballaggi in plastica o teloni utilizzati per la coltivazione in serra. I reati contestati sono quelli di discarica abusiva  e combustione di rifiuti, con pene previste sino a 5 anni di reclusione, associate alla confisca delle aree sequestrate oltre che alle spese di bonifica. 

Nell'operazione,  sono state contestate anche 9 sanzioni amministrative per un totale di 29 mila euro di cui 5 sanzioni a carico di privati cittadini individuati come responsabili per l'abbandono di rifiuti a bordo strada.  Inoltre  sono state contestate ad alcune imprese anche 4 sanzioni da 6.500 euro ciascuna con prescrizioni della bonifica  dai rifiuti abbandonati. 

 
Redazione 18 Maggio 2021