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ROMA. La notizia arriva durante un comizio a Pinzolo, mentre è circondato da ministri e sottosegretari: Matteo Salvini indagato per il caso Diciotti. “Non mi ferma un procuratore”, dice con fermezza di fronte a centinaia di persone. E il mondo politico (così come quello del web) si divide: chi sta con lui e chi contro. Giorgia Meloni (e i parlamentari di Fratelli d’Italia) si schierano pubblicamente al fianco del ministro dell’Interno. “Scandaloso e sovversivo - scrive su Facebook la Meloni - indagare un ministro che cerca di fermare l’invasione di clandestini”. Così anche dalla Sardegna arrivano messaggi di solidarietà per Salvini. Il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci scrive: “Chi ha aperto un'indagine su Salvini per la questione migranti non sta colpendo solo un ministro ma milioni di italiani. L'Europa ha voltato le spalle all’Italia”. 

E su Twitter l’ondata di sostegno arriva attraverso un hashtag (in poche ore ripostato da circa 60mila utenti): #nessunotocchiSalvini. E il ministro se ne accorge. Tanto che a fine serata scrive: “Tranquilli, non ho paura di nulla: indaghino, mi interroghino, mi arrestino. Sono fiero di battermi per difendere i confini”.

Ma nell’altra metà del web la situazione è capovolta. Nessun sostegno a Salvini, nessun messaggio solidale. Solo un tweet, diventato virale, che in realtà risale al 2016. L’autore è il vicepremier Luigi Di Maio, che quell’anno scriveva: “Alfano indagato per abuso d’ufficio. Subito le dimissioni”. Il web, a quanto pare, non dimentica. 

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