CAGLARI. Servizi comunali promossi dai cittadini (quelli che hanno votato), ma bocciati dal sistema di controllo interno per carenze metodologiche. È la fotografia del comune di Cagliari scattata dalla relazione sul controllo di qualità 2025. Se da un lato il 91,61% di chi risponde si dice soddisfatto, dall'altro l'indagine svela un crollo della partecipazione, uffici che non trasmettono i dati e altri problemi di profilazione e raccolta. 

I numeri, quelli che si possono trovare nel documento all'albo pretorio del comune e passato in Giunta, dicono che su 22.243 utenti coinvolti ha risposto appena il 19,76%, in calo rispetto al 2024. Nel secondo semestre i questionari inviati sono quasi dimezzati (-44,76%) e interi settori chiave come la Polizia locale, Politiche sociali e della casa, e Manutenzione del patrimonio hanno completamente mancato l'invio dei dati.

Il report evidenzia lacune nei metodi di rilevazione. Le indagini "a singhiozzo", concentrate solo a ridosso delle scadenze invece di essere costanti. Inoltre, mancherebbe la profilazione degli utenti (età, titolo di studio). Il Servizio tributi ha limitato i questionari ai soli dipendenti interni, escludendo i cittadini, mentre il servizio parchi e verde ha registrato tutte le 1.052 istanze ricevute come "segnalazioni", azzerando di fatto la voce "reclami" e rendendo impossibile tracciare i veri disservizi.

Sul fronte del gradimento, il personale viene promosso per correttezza (93,86%) e affidabilità (92,24%). La nota dolente resta la tempestività, che pur raccogliendo il 90,15% di sì registra il tasso di insoddisfazione più alto (9,85%). Il canale digitale (64,35%) stacca nettamente il cartaceo (26,70%), mentre sono state azzerate le interviste telefoniche. Nel confronto triennale, i dati del 2025 segnano un lieve arretramento rispetto al 2024, ma restano superiori al 2023.