RASUWA. Oltre 1.300 persone risultano disperse e almeno 165 sono state confermate morte a seguito delle inondazioni e delle frane al confine tra Nepal e Tibet. Si tratta di un bilancio provvisorio.
Lo ha riferito l'agenzia nepalese per la gestione delle emergenze precisando che il bilanci è ancora provvisorio e che sarebbero coinvolti degli stranieri. Escursionisti e alpinisti da tutto il mondo affollano la nazione himalayana per mettersi alla prova su alcune delle vette più alte del mondo, tra cui il Monte Everest.
È stato il collasso di un ghiacciaio la causa dell'attività sismica e delle devastanti inondazioni in Nepal e in Tibet. Secondo quanto riportato giovedì dall'Us Geological Survey, un'agenzia scientifica del governo Usa che studia i rischi ambientali della Terra, infatti, il crollo di un ghiacciaio ha causato attività sismica e impatti "catastrofici" a valle in Nepal e Tibet.
L'agenzia ha precisato che l'attività sismica inizialmente segnalata come terremoto "era in realtà un crollo glaciale e una colata detritica" che "hanno provocato conseguenti impatti catastrofici a valle".