Da Cagliari a New York per la Maratona (con la maglia rossoblu): al traguardo l'abbraccio con il figlio

 

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NEW YORK. Hanno corso pensando al figlio che li aspettava al traguardo per abbracciarli. Francesca e Luca, cagliaritani, sono tra i tanti sardi che hanno partecipato ieri, 1 novembre, alla Maratona di New York: un evento che quest'anno ha registrato il record di podisti, oltre 60mila, scelti tra 240mila candidati da 160 Paesi. 

Per tutti, anche per i semplici amatori partecipanti come i due di Cagliari, un unico obiettivo: quello di tagliare il traguardo nel cuore di Central Park. Un’esperienza unica nel suo genere. Perché quella di New York non è una maratona come le altre: è la più sognata, la più famosa al mondo. 

La decisione di iscriversi è stata di Luca Monteleone, fotografo e videomaker, 39 anni, che lo scorso anno era lì, nella Grande Mela, per realizzare un piccolo documentario in occasione della Maratona 2025: "L'energia che c'era mi ha travolto così tanto che mi sono convinto a iscrivermi. Da lì mi sono allenato tutti i giorni, correre mi faceva stare bene". Pochi mesi prima dell'evento anche sua moglie, Francesca Serrau, titolare di un centro estetico a Cagliari, ha deciso di partecipare. "È stata un'esperienza meravigliosa", raccontano, "Per 42 chilometri non avevamo nulla in testa se non l'obiettivo di arrivare al traguardo per abbracciare nostro figlio". 

Due milioni di persone hanno assistito alla New York City Marathon quest'anno. E la magia sta proprio nel sostegno e nell'incoraggiamento riservato ai corridori: "La gente che stava assistendo alla maratona ci ha dato un'energia incredibile, ti chiamano per nome, ti chiedono di dare il cinque, fanno il tifo per te, è stato emozionante", raccontano. Luca, tifoso rossoblu, ha corso indossando la maglia del Cagliari. Negli anni passati in tanti hanno partecipato sventolando la bandiera dei quattro mori. 

Ben quattro italiani sono riusciti a entrare nella top 100: un secondo posto incredibile quello di Yeman Crippa, fuoriclasse trentino, che si è giocato la vittoria nell’ultimo chilometro.