SANLURI. "Siamo aperti alla transizione energetica, ma nel nostro territorio decidiamo noi dove piazzare gli impianti". Così il sindaco di Sanluri, attraverso un video pubblicato oggi sui propri canali social, ha reso nota la posizione dell'amministrazione comunale sul nuovo progetto di impianto eolico presentato dalla società Marte S.r.l., che prevede la realizzazione di un parco composto da 11 aerogeneratori, distribuiti tra i territori comunali di Sardara, Sanluri e Villanovaforru, dei quali sei ricadrebbero nel territorio di Sanluri,

 Questo progetto, secondo il sindaco, "andrebbe a deturpare in maniera massiccia la zona Sanluri-Villanovaforru", e per questo il no è netto: "L'area interessata è già oggetto di numerose richieste di impianti energetici, con un evidente rischio di effetto cumulativo, incompatibile con la tutela e la pianificazione equilibrata del territorio. Si tratta inoltre di un'area a forte vocazione agricola", spiega Urpi, "caratterizzata da un patrimonio paesaggistico, archeologico ed enogastronomico che rappresenta uno degli elementi identitari e di sviluppo del territorio, fortemente orientato verso un modello di turismo lento e sostenibile".

Il sindaco ha poi ribadito che la transizione ecologica rappresenta un obiettivo condiviso dalla sua amministrazione, ma che "non può essere realizzata attraverso decisioni calate dall'alto".

"Una vera transizione energetica", ha evidenziato Urpi, "richiede il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle comunità interessate attraverso un reale processo partecipativo, affinché le scelte siano condivise e rispettose delle peculiarità dei territori. Nel corso dell'intervento è stato inoltre evidenziato come la presentazione di questo nuovo progetto costituisca la dimostrazione che la legge regionale sulle aree idonee non ha prodotto gli effetti attesi", si legge nella nota, "Le società proponenti, infatti, possono continuare a presentare progetti anche in aree classificate come non idonee, comprese quelle agricole come quelle interessate dal progetto "Marte", con la sola conseguenza di un iter autorizzativo leggermente più lungo.