CARACAS. Un violentissimo terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito il Venezuela. L'Usgs classifica il sisma come il più forte avvenuto nel Paese negli ultimi 126 anni. Numerose scosse hanno colpito diverse città. Il sindaco del municipio di Chacao, distretto est della capitale Caracas, ha confermato che ci sono vittime per il crollo di numerosi edifici.
Il primo bilancio parla di almeno 32 morti, ma si temono molte più vittime. Il numero dei feriti è di oltre 700. La presidente Delcy Rodroguez ha dichiarato lo stato di emergenza. "È un disastro".
La prima scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nell'area di San Felipe, capitale dello stato di Yaracuy nel nord del paese. Dopo appena 40 secondi, una scossa di magnitudo 7.5 è stata registrata a 23 km a sudest di Yumare, nello stesso stato a circa 300 km da Caracas, in un'area che ospita nel più grandi raffinerie del paese. L'Us Geological Survey ha diffuso un'analisi preliminare descrivendo una "sequenza sismica doppia di grave entità". Non è stato emesso un allarme tsunami. Secondo l'agenzia Afp, sono state registrate oltre 20 scosse di assestamento avvertite nel nord-est del Paese.
"I due forti terremoti che hanno appena colpito il popolo venezuelano sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime", ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul social Truth. "Gli Stati Uniti sono pronti" ad intervenire, "e in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. I primi rapporti non sono buoni!!!".
Il ministro Tajani
"Speriamo che non ci siano italiani" coinvolti nel terremoto, "ma con tanti nostri connazionali anche con doppio passaporto che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con RaiNews24, aggiungendo che "la nostra unità di crisi è operativa da questa notte e cerchiamo di dare il massimo del sostegno possibile anche alle famiglie italiane che hanno parenti in Venezuela".














