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MILANO. Allusioni sessuali, palpeggiamenti, richieste di foto intime e regali in denaro per ottenere risposte e silenzio. Così è scattata l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un insegnante di italiano e latino della scuola militare Teulié di Milano. Il prof, dalle ricostruzioi, faceva leva anche perché componente della commissione per i prossimi esami di maturità. Per il giudice delle indagini preliminari di Milano Elio Sparacino, il 48enne "ha dimostrato un chiaro spregio delle più elementari regole deontologiche oltre che della legge penale avendo costretto studenti anche minorenni a subire atti sessuali, non può considerarsi isolato".
I dettagli li riporta AdnKronos, oggi. L'indagato, con le sue condotte ripetute, "ha costretto gli studenti delle sue classi a sopportare un clima teso e caratterizzato da atteggiamenti predatori". Per il giudice "ha senza dubbio manipolato gli studenti, soprattutto quelli più fragili, persuadendoli ad instaurare con lui un malsano rapporto basato sull'invio di materiale erotico e sulla condivisione di notizie attinenti alla loro sfera sessuale". A detta di tutti gli studenti sentiti nel corso delle indagini, che hanno restituito racconti simili, il docente "ha creato un ambiente insostenibile, caratterizzato da continue tensioni" con gli studenti di sesso maschile che hanno provato spesso disagio.
Non solo: il 48enne una volta 'scoperta' l'indagine, nata dalla denuncia di un allievo, ha suggerito cosa avrebbero dovuto dire alle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, titolari del fascicolo per violenza sessuale, concussione e maltrattamenti. Si pensa quindi che l'uomo "possa nuovamente cedere alle pulsioni sessuali che con ogni evidenza non riesce a contenere nei confronti di ragazzi minorenni o da poco maggiorenni" o che possa "ulteriormente occultare o distruggere le prove a suo carico". Un comportamento "deprecabile" che si inserisce "nel contesto di sopraffazione": l'indagato, anche dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo "perfettamente conscio dell'illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti di una scuola militare di mentire ai magistrati requirenti" conclude il giudice.















