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GARLASCO. La Procura di Pavia svela le carte e mostra tutti gli elementi raccolti contro Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. In circa tre ore e mezza i magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco - il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, mostrano all’indagato - assistito dai legali Angela Taccia d Liborio Cataliotti - le prove raccolte in circa uno anno e mezzo e anticipano: “le indagini non sono ancora concluse”. Sempio ha ascoltato in silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo riporta Adnkronos.
Gli sarebbero state contestate anche intercettazioni, conversazioni, pare inedite,che si aggiungerebbero ad altri elementi di accusa emersi come il Dna sulle unghie di Chiara, l'ormai nota impronta 33 sul muro delle scale, il presunto falso alibi dello scontrino. "Non c’è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo”, ha spiegato all’Adnkronos l’avvocata Angela Taccia che insieme al collega Liborio Cataliotti difende Andrea Sempio. “Siamo calmi e lucidi”, ha aggiunto.
E intanto nella sua testimonianza in Procura a Pavia di 2 ore Marco Poggi, il fratello di Chiara uccisa a Garlasco nel 2007, rispondendo agli inquirenti che gli hanno fatto notare la riconducibilità all'indagato del dna trovato sulle unglie di Chiara di Andrea Sempio, ha affermato di non credere alla colpevolezza del suo amico stretto all'epoca. Marco Poggi ha detto di non aver mai visto insieme ad Andrea Sempio i video intimi della sorella con l'allora fidanzato Alberto Stasi. Sentito come testimone ha difeso l'amico del tempo.













