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CAGLIARI. L'accesso all’aborto farmacologico senza ricovero è una modalità che ancora oggi, a quasi 50 anni dall'approvazione della legge 194, è attiva solo in alcune Regioni e soprattutto non ha linee guida omogenee anche all'interno dello stesso territorio.
A richiamare il tema è l’Associazione Luca Coscioni, che ha lanciato la campagna “Aborto senza ricovero” con l’obiettivo di chiedere procedure regionali uniformi e l’applicazione delle disposizioni già previste dal 2020 per l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica. Secondo l’associazione, attualmente l’aborto senza ricovero è possibile in Campania, Lazio, Emilia-Romagna e nelle Province autonome di Bolzano e Trento. In Toscana è prevista una procedura con tre accessi e non è consentita né l’assunzione del secondo farmaco nei consultori né quella a domicilio. In Umbria la possibilità è prevista formalmente.
In Sardegna nel 2025 è stato avviato il progetto sperimentale di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) con il metodo farmacologico, finalizzato a rendere possibile questa pratica anche negli ambulatori e nei consultori autorizzati e collegati ad una struttura ospedaliera, senza alcun costo per le pazienti. Quasi un anno fa era stata annunciata anche la possibilità dell’assunzione domiciliare dei farmaci utilizzati per l’Ivg. E in alcuni ospedali sardi, già da tempo, le pazienti non sono costrette al ricovero.
L’associazione sostiene infatti che il ricovero per l’aborto farmacologico “non è necessario, non aumenta la sicurezza della procedura e comporta, oltre a uno spreco di risorse per il servizio sanitario regionale, un potenziale rischio di infezioni che dovrebbe essere evitato”. Viene inoltre evidenziato che in Lombardia il costo dell’aborto farmacologico in day hospital è superiore a quello chirurgico. La campagna dell'associazione chiede che le donne possano accedere all’aborto farmacologico entro le prime nove settimane di gestazione, effettuare la procedura in consultorio o ambulatorio e assumere il secondo farmaco a casa, seguendo le indicazioni mediche.














