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ROMA. Una complessa operazione di contrasto allo spionaggio internazionale quella portata a termine questa mattina a Roma dao Ros dei carabinieri, con il supporto del Gruppo di Intervento Speciale (Gis) e del Comando Provinciale capitolino. Due le misure cautelari in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di due persone accusate, a vario titolo, di spionaggio e rivelazione di notizie di cui è vietata la divulgazione, oltre che di accesso abusivo a sistema informatico. Due ex agenti segreti, uno dei due sardo.
Al centro della fitta rete di spionaggio a favore e per conto dei servizi di intelligence russi ci sarebbe proprio l'ex appartenente al comparto dell'intelligence nazionale di origini sarde: si tratta del 59enne Gavino Raoul Piras, nato nel 1967, ex sottufficiale dell'Arma dei Carabinieri ed esperto del settore (è possibile recuperare facilmente le sue credenziali, viste le pubblicazioni di settore). Piras, laureato in Scienze Politiche e autore della “Teoria sul Capitale Informativo”, vanta un curriculum di altissimo profilo con specializzazioni conseguite alla Nato School di Oberammergau e corsi in "Counter Intelligence" nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Secondo gli inquirenti, sarebbe lui l'unico interlocutore di un presunto agente segreto russo coperto da immunità diplomatica in Italia.
L'indagine, avviata nel maggio del 2025 e coordinata in sinergia tra la procura distrettuale e la procura Militare di Roma, ha svelato che il sardo raccoglieva informazioni sensibili da sei fonti interne per poi rivenderle ai russi in cambio di denaro. Tra i complici figurano quattro militari in servizio in ruoli ad alta riservatezza. Parallelamente agli arresti, sono scattate perquisizioni locali e informatiche a carico dei due arrestati e di altre cinque persone indagate a piede libero per procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato e rivelazione di segreti di Stato.









