SAN SPERATE. Si terrà a San Sperate da venerdì 29 a domenica 31 maggio la nona edizione di “Sant'Arte”, il Festival di arti visive e performative nato da un'idea dell'artista Pinuccio Sciola e che quest’anno celebra il decennale dalla sua scomparsa. Realizzata e coordinata dalla Fondazione Pinuccio Sciola, l’iniziativa si svolge anche quest’anno con la direzione artistica di Andrea Granitzio e la direzione organizzativa di Tomaso Sciola.
Il Festival – che si svolgerà al Giardino Sonoro di San Sperate - è organizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola e promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di San Sperate, con il patrocinio di numerosi partner.
Il 2026 segna il decimo anniversario della scomparsa di Pinuccio Sciola (1942–2016), scultore e visionario sardo che ha trasformato San Sperate in un museo a cielo aperto e ha dato voce alla pietra. Le sue Pietre Sonore — sculture capaci di emettere suoni attraverso una semplice carezza delle mani — sono, prima di tutto, un manifesto filosofico sul rapporto tra materia, memoria e percezione.
L’iniziativa nasce come atto di memoria viva: un festival che usa l'anniversario come leva per proiettarsi in avanti, interrogare il presente, immaginare il futuro, e chiedersi cosa significhi oggi portare avanti un'eredità culturale straordinaria in un territorio come la Sardegna.
“Sant'Arte 2026 è un festival che tiene insieme fili apparentemente distanti, scultura, architettura, scienza e arte, tradizione e innovazione, Sardegna e Oriente e li tesse in una narrazione coerente. Esattamente come faceva nostro padre”, afferma Chiara Sciola, presidente della Fondazione Pinuccio Sciola.
“L’eredità di Pinuccio Sciola si conferma generatrice di visioni, intuizioni e di tantissime connessioni umane – dichiara Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione e direttore organizzativo del Festival – Anche in questa edizione, a 10 anni dalla scomparsa, saranno con noi artisti, scienziati e docenti universitari che si confronteranno sul percorso tracciato. Racconteremo nel dettaglio anche della concretizzazione del progetto della Casa Museo, entrato nel vivo grazie al sostegno della Regione Sardegna”.
“Il filo conduttore del festival è la connessione, il movimento – spiega Andrea Granitzio - parte dal basso — dal sottosuolo, dalla pietra, dalla radice — e risale verso il cielo, verso le stelle e oltre.
È il percorso indicato dal brocardo latino che ispira il talk del sabato: Usque ad sidera, usque ad inferos — fino alle stelle, fino agli inferi. In questo movimento si incrociano due temporalità: il passato di Sciola, che ha scavato nella pietra per trovare il suono, e il futuro dell'Einstein Telescope, che scava nel sottosuolo sardo per ascoltare le onde gravitazionali dell'universo. È, in piena consapevolezza, una continuità di senso”.
L’edizione 2026 è segnata anche dalla riapertura strordinaria dell’abitazione dell’artista, sottoposta ad un processo di recupero e valorizzazione. “La parola museo ci ha obbligato a una riflessione – dice Paola Mura, l’architetta che sta seguendo l’attività di valorizzazione - La Casa Museo Sciola è un organismo molto complesso, con suggestioni, aperture e riflessioni: è la casa in cui l’utopia del paese museo ha avuto forma. Per questo non potrà essere un museo in senso classico. Vogliamo preservare l’autenticità del luogo che trabocca di creatività, capace di restituire il genio dell’artista e restargli fedele. È il museo che si adatta alla casa, non il contrario. L’obiettivo è farne un centro di riferimento internazionale per la relazione tra scultura, suono e territorio con incontri, relazioni e connessioni”.
San Sperate e la Sardegna si confermano così luoghi in cui il profondo diventa punto di partenza per visioni radicali. L'isola come laboratorio: di innovazione culturale, di ricerca scientifica, di relazioni internazionali.
Questa tensione tra passato e futuro attraversa le tre giornate del festival, intrecciando musica, talk, installazioni e pratiche artistiche in una narrazione coerente e stratificata.
IL PROGRAMMA. Si comincia venerdì 29 maggio alle 18 con l’apertura straordinaria della Casa Museo di via Enrico Marongiu 21 a San Sperate. L’architetta Paola Mura illustrerà – accanto a Tomaso Sciola – il progetto di recupero e musealizzazione dell’abitazione dell’artista: in prospettiva, il portone di quella casa, capace di accogliere negli anni incontri e dialoghi tra Sciola e tantissimi artisti, uomini di scienza e di cultura, tornerà ad aprirsi. Alle 21 al Giardino Sonoro è in programma “Tempomora”, concerto che anticipa l’uscita del primo disco di Alice Marras. Apprezzata cantante, compositrice e vocal coach sarda attiva principalmente nell'ambito della musica pop e jazz, ha all'attivo oltre 20 anni di esperienza nel settore musicale.
La seconda giornata del Festival – sabato 30 maggio – si aprirà alle 10 al Giardino Sonoro di San Sperate con “Ri-connessioni”, laboratorio curato da Davide Volponi in collaborazione con Domus de Luna. Alle 12.30 al Giardino Sonoro l’inaugurazione di “Sguardo su Sciola”, mostra fotografica di Cristian Castelnuovo.Alle 16.30 sarà la volta del talk “Listening to the Universe”. Il titolo porta con sé un significato preciso: ascoltare l'universo è la missione dell'Einstein Telescope, ed è anche ciò che Sciola ha fatto per tutta la vita — mettere in ascolto il materiale per rivelare la voce nascosta della Pietra.
Al Giardino Sonoro si confronteranno Luciano Burderi, professore ordinario di Fisica al dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Cagliari, Eugenio Coccia, professore ordinario di astrofisica al Gran Sasso Science Institute, Vincenzo Napolano, responsabile della comunicazione dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Pisa) e curatore degli eventi e delle attività di outreach dell’antenna per le onde gravitazionali Virgo, Maria Paz Montecinos, mediatrice culturale, curatrice e ricercatrice nell'ambito dell'arte, della scienza e dell'ecologia, fondatrice di Plataforma Vertices (Barcellona), Silvano Tagliagambe, filosofo e fisico, epistemologo, professore emerito di Filosofia della scienza dell'Università degli Studi di Sassari, e Alberto Masoni, fisico, dirigente di ricerca Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Coordinatore Regionale progetto PNRR Einstein Telescope Infrastructure Consortium.
Alle 21 chiuderà la giornata il concerto “Isculta” di Marcella Carboni, progetto dedicato all’ascolto dei paesaggi sonori della Sardegna, sempre negli spazi del Giardino Sonoro. Affermata arpista, compositrice, improvvisatrice e docente, originaria di Cagliari, Marcella Carboni è nota a livello internazionale per la sua attività di ricerca e innovazione sull'arpa elettroacustica applicata al jazz contemporaneo. Il progetto rientra tra le produzioni di Insulae Lab di Paolo Fresu.
Domenica 31 maggio alle 16 al Giardino Sonoro il talk “Dalla Pietra alla Città – progettare relazioni urbane”. Il convegno mette in dialogo l'eredità poetica e materica di Sciola con il pensiero progettuale giapponese del celebre designer e architetto Makio Hasuike e con la lettura critica di Rossella Menegazzo, curatrice del Padiglione Italia a Osaka e docente di storia dell'arte dell'Asia orientale, e con le intuizioni di Silvio Ferragina, ingegnere aerospaziale, artista e grafologo.
Il successo straordinario delle Pietre Sonore di Sciola nel Padiglione Italia all'Expo 2025 di Osaka ha aperto una dimensione nuova e inattesa: quella del dialogo con il Giappone e con la sensibilità estetica e filosofica dell'Asia orientale. Davanti alle pietre sarde, il pubblico giapponese ha conosciuto qualcosa di nuovo e inaspettato: la vibrazione della materia.
Alle 21 gran finale con il concerto in solo, voce e chitarra di Mario Venuti, cantautore e polistrumentista siciliano, tra le voci più raffinate del pop d'autore italiano con storiche contaminazioni jazz e brasiliane.
Per tutte le info su ingressi e prenotazioni www.santarte.it













