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CAGLIARI. La Fit-Cisl Sardegna lancia l’allarme sulla gestione della plastica nell’isola e chiede un intervento urgente della Regione per evitare “il rischio di un collasso della filiera regionale”.
A denunciare la situazione è il segretario regionale Gianluca Langiu, secondo cui la crisi nazionale del riciclo sta producendo effetti sempre più pesanti anche in Sardegna. “Gran parte della plastica raccolta nei Comuni sardi viene oggi selezionata, stoccata temporaneamente e successivamente trasferita fuori dalla Sardegna verso impianti della penisola per il recupero finale”, spiega. Un sistema che rende l’isola “fortemente dipendente dall’esterno e quindi estremamente vulnerabile”.
Per il sindacato il rischio è concreto: già nelle prossime settimane potrebbero verificarsi accumuli nei centri di raccolta, aumento dei costi per i Comuni e rallentamenti nei servizi, con ripercussioni anche sui lavoratori del comparto ambientale. “La Sardegna continua a non disporre di centri dedicati al riciclaggio, al riuso della plastica e di adeguati impianti”, denuncia Langiu. “Non è più accettabile che l’Isola si limiti a raccogliere i rifiuti per poi spedirli altrove”.
La Fit-Cisl chiede quindi un aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti e investimenti “non più rinviabili” sugli impianti di selezione, riciclo e rigenerazione della plastica. Tra le richieste anche l’apertura immediata di un tavolo con Regione, Comuni, gestori del servizio, parti sociali, Corepla e Conai. “La transizione ecologica non può restare soltanto uno slogan”, conclude Langiu.














