SASSARI. C'è anche la Procura della Repubblica di Sassari tra le istituzioni europee emerse nell'inchiesta giornalistica di Politico sul caso Oxygen Forensics, la società di analisi delle prove digitali con sede formale negli Stati Uniti finita sotto la lente del Dipartimento di Giustizia americano perché considerata segretamente controllata da interessi russi.

Secondo quanto ricostruito dalla testata internazionale sulla base di documenti pubblici, i software di Oxygen Forensics, sviluppati in Russia per consentire l'estrazione e l'analisi di dati da smartphone e computer, sarebbero stati controllati da cinque cittadini russi, a loro volta proprietari della Mko Systems, società fornitrice di identiche tecnologie per il Servizio federale di sicurezza (Fsb) e per il Ministero dell'Interno di Mosca.

L'inchiesta evidenzia come i sistemi targati Oxygen siano stati accreditati o acquistati dalle forze di polizia e dalle magistrature di diversi Paesi dell'Unione Europea. Nel contesto italiano, le verifiche documentali citano un allegato tecnico della Procura di Sassari risalente allo scorso aprile, all'interno del quale la tecnologia Oxygen viene espressamente inserita tra i sistemi in uso o utilizzabili dalla polizia giudiziaria per le operazioni di estrazione forense dei dati da dispositivi mobili, sebbene la presenza del software negli elenchi operativi non attesti di per sé l'effettivo e concreto utilizzo negli uffici giuditari del capoluogo turritano.

Il marchio figurava già in consultazioni nell'ambito del progetto europeo Evidence (finanziato con 1,9 milioni di euro tra il 2014 e il 2016 e partecipato da Europol, Eurojust e Olaf) e nel successivo programma Inspectr, finanziato tramite Horizon 2020. Interpellata da Politico, la Commissione Europea ha tuttavia chiarito che la società non ha fatto parte dei consorzi di ricerca né ha percepito direttamente fondi comunitari, pur confermando indirettamente la diffusione dei suoi strumenti all'interno degli apparati investigativi ed europei.