Un canale Telegram con mille utenti per scambiare materiale pedopornografico: 10 arresti, uno anche a Cagliari
CAGLIARI. Sei misure cautelari, un fermo di indiziato di delitto e l’arresto di 10 persone in flagranza di reato - una anche a Cagliari - per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico.
È il bilancio della maxi-operazione della polizia postale contro la pedopornografia online. È stata smantellata una comunità privata su Telegram, chiamata 'New Saga', con oltre mille partecipanti in tutto il mondo. L'indagine è partita nel 2024 dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, con la collaborazione dell'agenzia americana Homeland Security.
Gli agenti, lavorando sotto copertura per oltre un anno, sono riusciti ad infiltrarsi fino a diventare co-amministratori del gruppo.
Nell'operazione sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, tre a Napoli, Barletta e Verona, una nei confronti di un cittadino svizzero, due a Messina e Genova. E poi 10 arresti in flagranza in tutta Italia - tra cui uno a Cagliari, e altri tra Torino, Milano, Padova, Fermo, Palermo e Treviso - e un fermo a Cremona di un 26enne ritenuto un altro amministratore.
Sequestrati circa 200 dispositivi e, solo durante l'attività sotto copertura, quasi 300 gigabyte di materiale illecito. Identificati anche quasi mille utenti all'estero, già segnalati a Europol e Interpol.
I dettagli dell'operazione
Le indagini sono state avviate nel 2024 nell’ambito dell’operazione “Fly Trap” della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica al Tribunale di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.
Sono state effettuate 23 perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti degli indagati, sia in qualità di amministratori che di semplici membri, dell’associazione: le attività investigative effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità hanno permesso di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel mese di maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura.
Grazie all’attività investigativa, che si è protratta incessantemente dal 2024 al 2025 con la collaborazione dell’Agenzia statunitense HSI e in raccordo con la competente A.G., il personale specializzato del C.N.C.P.O è riuscito a creare nel tempo un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da ‘co-amministratore’ all’interno dei diversi gruppi di pedopornografia, spesso creati in diverse versioni, dopo la chiusura, con nomi fantasiosi per assicurarne l’anonimato e la riconoscibilità dai soli partecipanti (New Saga-La Zanzara 2, con le versioni 3 e 4 - renew).
Per evitare di essere monitorati dalle forze dell'ordine, venivano utilizzati dagli amministratori ‘canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato ‘La Sala dei Re’, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare.
Le investigazioni hanno documentato in maniera dettagliata l’esistenza di un’articolata organizzazione composta da diversi amministratori con compiti di gestione e promozione dei diversi gruppi creati per la diffusione del materiale pedopornografico, di predisposizione dei servizi connessi per assicurare l’anonimato e per criptarne il contenuto, tra questi quelli di cloud e di server virtuali, di moderazione dei contenuti, di creazione di bot, programmi automatizzati capaci di gestire i numerosi utenti, per garantire la continuità della comunità anche in caso di chiusura dei gruppi o perdita degli account.
All'interno della community online vigevano rigorose regole: composta da oltre 1.009 partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia.
I membri ricevevano supporto diretto e costante dagli organizzatori anche con la condivisione di risorse informatiche necessarie per assicurare l’anonimato e custodire il materiale illecito diffuso, anche in forma criptata, per evitarne la perdita. Solo nel corso dell’attività sotto copertura gli investigatori hanno acquisito circa 282,9 gigabyte di materiale illecito, con oltre 22mila video e 34 mila immagini.
L’esecuzione dei provvedimenti ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica dei Centri Operativi e delle dipendenti Sezioni Operative di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia con la collaborazione di personale dei Gabinetti Interregionali di Polizia Scientifica territorialmente competenti, nonché la presenza, come osservatori, di operatori dell’HSI, presso obiettivi ritenuti di particolare interesse operativo.
Cospicuo il materiale informatico sequestrato con circa 200 dispositivi (smartphone, tablet, pc, hard disk) e il materiale illecito di pedopornografia sottratto ai mercati e alle piattaforme di scambio a livello internazionale.