Trepy sta bene, nessun danno neurologico. Giiulini: "Niente droghe, un pauroso e banale incidente"
SASSARI. Una storia a lieto fine: fuori pericolo e non riporta criticità neurologiche Yael Trepy, il giovane calciatore del Cagliari quasi affogato in piscina. Dalla conferenza all'ospedale Santissima Annunziata alla presenza dei vertici dell'Aou e del presidente rossoblù Tommaso Giulini, emergono ora i dettagli della storia: probabilmente vittima anche di un'isolazione, Trepy è scivolato nella parte alta della piscina mentre dormiva. Niente droghe o altre sostanze, un banale incidente. La prima cosa fatta dal giocatore una volta sveglio? Correggere chi pronunciava male il suo nome.
L'episodio si è verificato nella villa affittata dal giovane dove, stando alle ricostruzioni, Trepy si sarebbe addormentato per ore al sole per poi scivolare nella parte alta della vasca senza saper nuotare. "La mamma mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto, rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso". Il presidente ha poi aggiunto: "Tutto ciò è stato appurato anche da Carlo Catte che era a conoscenza del fatto che la villa era stata affittata dai ragazzi, e che le cose erano andate in quel modo e che non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael. Grande esempio di tempestività e competenza, i soccorsi sono arrivati meno di cinque minuti dopo l’accaduto, bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale".
La dottoressa Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva: "Abbiamo potuto svegliarlo e rilevare assenza di criticità neurologiche, Yael Trepy respira bene, per ora va monitorato e progressivamente potremo costruire un percorso che gradualmente lo porterà fuori dalla terapia intensiva. L’acqua dolce fa più danno dell’acqua salata, l’acqua del lago è peggio dell’acqua del mare. Non va solo tolta l’acqua , perché l’acqua poi fa danni e bisogna curare”
Prosegue Giulini: “In questo momento Yael è con Mister Pisacane, con Roberto Muzzi e il Direttore Pietro Accardi. Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista. Erano molto scossi, davvero, quasi quanto la mamma con cui sono sempre stato in contatto. Spero di vederlo tra un po se sarà possibile
In merito alla risposta del sistema sanitario, il direttore generale dell'Aou di Sassari, Serafinangelo Ponti, ha ci tenuto a precisare: "Ho letto sulla stampa di oggi alcuni termini che sicuramente vorrei un pochino correggere, penso sicuramente alla parola miracolo. Non è un miracolo, ma il frutto di buona sanità, di un lavoro egregio di tutto l’apparato della sanità sarda".