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NUORO. "Oggi è una di quelle giornate che mi fa credere nel sistema giudiziario italiano". Giovanni Pintor, sopravvissuto al tragico incidente del 25 dicembre 2017 in cui persero la vita i suoi fratelli Francesco e Matteo, sulla Nuoro-Macomer, è pronto al prossimo step della battaglia contro Anas. Dalla pagina dell'app "Nepo", creata dalla sua associazione "Adesso Basta" per promuovere la sicurezza stradale, il giovane nuorese racconta le ultime sul processo contro l'azienda che si occupa di infrastrutture stradali, per quel guardrail che trafisse l'auto dei tre fratelli. Un guardrail che, secondo la famiglia delle due vittime, non sarebbe stato a norma. 

Il perito, un anno fa, aveva chiesto ufficialmente i progetti originali della curva, le autorizzazioni del varco e i crash test del guardrail in quel tratto di statale. "Qualche mese fa ricevemmo una doccia gelida quando il giudice disse che mancando l'accordo tra le parti all'acquisizione di tutti quei documenti tecnici, progettuali e autorizzativi dove successe l'incidente, non c'era la possibilità di acquisirli", spiega Pintor, "Oggi, dopo la perizia presentata dal tecnico super partes, nella quale non è stato possibile rispondere a 4 requisiti su 10, il giudice del Tribunale di Nuoro ha detto che Anas è obbligata a presentarli entro 30 giorni. Se non esistessero questi documenti ne risponderanno a sentenza". 

Pintor esulta: "Questa è la dimostrazione che la perseveranza conta", dice in un video, "L'incidente è successo nove anni fa, non abbiamo mollato di un centimetro per far valere le nostre ragioni, sapendo che noi andavamo piano e c'era qualcosa di sbagliato in quella strada, in quel guardrail. Ora dovranno risponderne con la documentazione adatta".