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SASSARI. Una sofisticata e continuativa frode fiscale da oltre 20 milioni di euro è stata scoperta a Sassari dalla guardia di finanza. L'operazione, denominata "Black Option", ha portato allo smantellamento di un sistema illecito che coinvolgeva sette maxistore specializzati nella vendita al dettaglio di abbigliamento e articoli per la casa, tutti situati a Sassari e gestiti da cittadini di etnia cinese.
Le indagini sono partite da controlli capillari sul territorio che hanno evidenziato una sospetta anomalia legata alle modalità di pagamento. Gli accertamenti tecnici hanno svelato che, a fronte di acquisti saldati con carte o bancomat, i punti vendita emettevano un regolare scontrino con logo "Rt" (Registratore Telematico). Al contrario, in caso di pagamenti in contanti, i dipendenti rilasciavano un semplice documento gestionale, graficamente identico a un titolo fiscale ma privo del logo ministeriale. Lo stratagemma impediva la trasmissione dei dati all'Agenzia delle Entrate, sottraendo ingenti ricavi alla tassazione senza insospettire i clienti.
Dopo le perquisizioni, le fiamme gialle hanno sequestrato i computer e i registratori di cassa dei sette esercizi commerciali. L'analisi delle memorie digitali ha permesso di ricostruire l'intero volume reale delle vendite effettuate dal 2020 al 2024, quantificando l'omessa dichiarazione dei redditi in oltre 20 milioni di euro. I sette rappresentanti legali delle società sono stati deferiti per dichiarazione infedele (per uno di loro è scattata anche la denuncia per omessa dichiarazione). Su disposizione del Gip del Tribunale di Sassari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, che ha colpito rapporti bancari, immobili, terreni, auto e quote societarie per un valore superiore ai due milioni di euro.











