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CAGLIARI. Con la vittoria di ieri contro il Torino il Cagliari ha conquistato la salvezza ma ha detto anche addio al suo capitano Pavoletti. "Mi avete visto sempre sorridente, ma stasera non è facile sorridere: anzi, è più facile piangere. Vorrei ringraziare questi meravigliosi ragazzi per la salvezza e per la vittoria", ha detto il calciatore all'Unipol Domus che è sceso in campo per salutare i tifosi.
"Vi potrei ringraziare di questi nove anni per tantissime cose, ma ce n’è una che per me è speciale. Da quando mi sono fatto male, ho giocato meno e ho segnato meno il vostro amore è aumentato sempre di più, anno dopo anno. Si dice che nella vita di un uomo si scoprono i veri amici solo nel momento del bisogno: mi posso vantare col mondo intero di aver avuto una città e una regione alle mie spalle, questo non me lo posso dimenticare.
Poi ha proseguito: "Quando mi alzavo da quella panchina sapevo, accompagnato dal vostro supporto, di poter superare i miei limiti e i miei infortuni. Quei dieci minuti finali diventavano lunghissimi per gli avversari: tante volte non ci sono riuscito, ma quando ci siamo riusciti quanto è stato bello", ha aggiunto.
Poi il saluto: "Dirvi grazie è difficile, non trovo le parole. Ho preso una poesia di un poeta contemporaneo, che conoscete bene e che recita così: Cagliari, o meglio Sardegna, sei bella come un gol di Pavoletti al 94’. Grazie", ha concluso Pavoletti fra gli applausi del pubblico della Domus. Poi ha salutato i rifosi con un giro del campo ed è stato ricoperto di sciarpe. Qualcuno infine gli ha regalato una bandiera dei Quattro Mori, dove però al loro posto c’è la faccia del capitano Pavoletti.









