CAGLIARI. "Non siamo anziani polemici e lamentosi, ma un gruppo di lavoratori, padri e madri di famiglia, e abbiamo raccolto istanze anche da studentesse e studenti che vivono nel quartiere”. Il comitato Rumore no grazie Cus, dopo le recenti polemiche contro Ateneika - l’evento universitario che porterà in città tanti artisti, torna all’attacco e fa alcune precisazioni sulle ragioni delle contestazioni.
La protesta nasce, si legge in un comunicato, da un “disagio e inquinamento acustico reali”, “la musica fa tremare i muri e i vetri delle finestre delle nostre case e ci costringono a vivere 10 giorni senza chiudere occhio. Conosciamo poi le vicissitudini di anziani e malati: dal cardiopatico al ragazzo autistico, che soffre le pene dell’inferno”.
Secondo il comitato “un evento di questa natura non può essere fatta all’interno della città, in una zona densamente popolata”.
Chi protesta contro la manifestazione universitaria precisa di non aver avuto risposte “né dal senatore Meloni né dal Rettore Mola. Non abbiamo avuto neanche risposte dal sindaco Zedda, che ha autorizzato le deroghe agli orari dei concerti (non è vero che finiscono tutti i giorni alle 23:00 come è stato scritto) superando il limite di legge e del Piano di regolamentazione acustica del comune di Cagliari. Il tutto è stato ampiamente documentato tramite un esposto alla magistratura”, si legge ancora nella nota
La domanda del comitato è quindi relativa a uno “spostamento” dell’evento in altra location: “Se non si vuole rinunciare alla musica assordante e al baretto che ogni notte versa ettolitri di birra ai gaudenti frequentatori delle notti universitarie, perché non spostare Ateneika in un sito idoneo?”











