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CAGLIARI. Quindici individui sono stati denunciati per vari reati legati al bracconaggio nel Sud Sardegna in un'operazione, denominata "Ali Libere", condotta dai carabinieri forestali del nucleo Cites di Cagliari col supporto del Soarda (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Cufaa (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari).
131 uccelli vivi appartenenti a specie protette, per un valore illegale stimato di circa 26.000 euro, sono stati sequestrati e poi liberati dai militari.
Nello specifico due soggetti nella provincia di Cagliari sono stati sorpresi senza licenza di caccia mentre attivavano lacci per la cattura di ungulati. In questo caso dopo le perquisizioni, sono state rinvenuti e sequestrati 24 lacci metallici: in caso di condanna rischiano da 6 mesi e 3 anni di reclusione e la multa da 154,00 a 516.00 euro.
Altri due soggetti sono stati sorpresi nel Sud Sardegna, nell’esercizio dell’attività venatoria in periodo di divieto.
Sono anche stati colti in flagranza nell’utilizzo di numerose trappole a molla per la cattura di avifauna selvatica migratoria di piccola taglia e, in caso di condanna, rischiano l’arresto da tre mesi a un anno o, in alternativa, un’ammenda da 1.800,00 a 5.000,00 euro oltre alla revoca del porto di fucile.
Nella Provincia di Cagliari altri tre soggetti sono stati sorpresi in possesso di esemplari vivi di avifauna selvatica particolarmente protetta catturati in natura e con altrettante “gabbie trappola” in attività per la cattura di altri esemplari. Ne è scaturita la denuncia per “furto venatorio” e “tentato furto venatorio”: in caso di condanna, i soggetti rischiano da 6 mesi a 3 anni di reclusione e la multa da 154,00 a 516,00 euro.
Altri cinque soggetti, tra la provincia di Cagliari e quella del Sud Sardegna, sono stati deferiti a piede libero per ricettazione in perché sono sati sorpresi in possesso di numerosi esemplari di specie di avifauna protetta di provenienza illecita: se i fatti verranno confermati in sentenza, i soggetti rischiano la reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 516,00 euro a 10.329,00.
Infine, tre cittadini sono stati denunciati tra le provincie di Cagliari e Oristano per incauto acquisto di esemplari di avifauna selvatica protetta di provenienza illecita.
Nel corso della massiccia operazione sono inoltre stati “bonificati”, con l’ausilio di alcune associazioni di volontariato, alcuni sentieri nelle Provincie del Sud Sardegna e di Cagliari disseminati da numerose trappole aeree attive, in alcune delle quali erano finiti esemplari di avifauna protetta quali pettirosso e tordo.
I carabinieri Forestali con i volontari delle associazioni hanno provveduto a rimuovere e sequestrare i sistemi di cattura illegale rinvenuti unitamente agli esemplari di avifauna morta catturata illegalmente.
Nell'operazione sono stati sequestrati 24 lacci metallici per la cattura di fauna (ungulati); 30 trappole aeree in alcune delle quali sono stati rinvenuti esemplari di avifauna selvatica protetta morti e già in avanzato stato di decomposizione; quattro gabbie trappola attive al momento dei controlli; 131 esemplari vivi di avifauna selvatica migratoria appartenenti a diverse specie (verdoni, cardellini, lucherini, verzellini, venturoni corsi, calandre) per un valore sul mercato illegale stimato in circa 26.000 euro. Gli uccelli sono stati affidati al Centro di Recupero di Fauna Selvatica (Crafs) di Monastir gestito dall’Agenzia Regionale Forestas dove, dopo aver ricevuto le cure riabilitative del caso, sono stati reimmessi in natura.
L’operazione “Ali Libere” punta a contrastare il fenomeno del bracconaggio in una delle aree italiane più colpite dai reati contro gli uccelli migratori.









