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MONASTIR. Dura accusa del sindacato di polizia Anip sulla gestione della sicurezza a Cagliari, con particolare riferimento alle criticità del neo-istituito hotspot di Monastir. In una nota firmata dal segretario nazionale Flavio Tuzi, l'organizzazione denuncia lo stato di "totale sfinimento" in cui versano gli operatori del locale Reparto Mobile, definendo la situazione ormai giunta a un punto di rottura.
Secondo il sindacato, a fronte di un carico di servizi in costante aumento, l’organico attuale risulta del tutto insufficiente, costringendo il personale a sostenere turni massacranti che compromettono il rispetto dei riposi minimi previsti dalle normative. L'Anip contesta la politica dei "correttivi tampone" adottata dal ministero dell'Interno negli ultimi anni. Si parla dell'invio di personale prossimo al pensionamento che non garantisce continuità operativa, e definisce "paradossale" la decisione di sottrarre ulteriori risorse al Reparto Mobile per aggregarle temporaneamente ai servizi della Questura nel momento di massima emergenza.
"Questa Segreteria Nazionale denuncia con fermezza lo stato di totale sfinimento in cui si trovano gli operatori. A fronte di un carico di servizi enorme e in costante aumento, l’organico attuale è del tutto insufficiente. Il personale è costretto a sostenere turni massacranti, che arrivano a coprire più turni notturni a distanza di pochi giorni, rendendo di fatto impossibile il rispetto dei riposi minimi previsti dalle normative vigenti", si legge nella nota.
Per queste ragioni, la segreteria nazionale dell'Anip chiede un intervento immediato e strutturale: l'invio urgente di almeno venti giovani operatori per garantire forze fresche al Reparto Mobile di Cagliari e la revoca immediata delle aggregazioni del personale presso la Questura, così da concentrare tutte le risorse sulla gestione delle criticità dell'hotspot e degli altri servizi di ordine pubblico.











