OROSEI. Tre in carcere e un quarto con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti accusati, a vario titolo, di aver messo in piedi un complesso e redditizio meccanismo finalizzato ad aggirare la normativa nazionale sull'immigrazione. L'operazione è scattata stamattina all’alba: con il supporto di un elicottero del 10° NEC Olbia, i carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti dei quattro indagati.
Tra le accuse il concorso in favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione e della permanenza illegali di numerosi extracomunitari nel territorio nazionale e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
L'indagine è stata avviata ad aprile del 2025 dai Carabinieri del Nor della Compagnia di Siniscola, che ha permesso di disvelare un traffico illecito che ruotava attorno alle pratiche anagrafiche e per l'immigrazione. Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero sistematicamente predisposto contratti fittizi di locazione e di comodato d’uso, accompagnati da dichiarazioni di ospitalità mendaci.
Questo impianto documentale illecito sarebbe stato il passaggio propedeutico fondamentale per consentire a molti cittadini extracomunitari l'ottenimento di un'iscrizione fittizia all'anagrafe del Comune di Orosei, requisito formale necessario per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno, nonché per pratiche di ricongiungimento di familiari extracomunitari ancora all’estero.
Finora, le indagini hanno accertato l’ingresso e la permanenza illegale a Orosei di almeno 26 cittadini originari di Marocco, Tunisia ed Egitto, ma il numero sembra persino riduttivo rispetto alla realtà, visto che le indagini sono ancora in corso. Il sodalizio criminale si sarebbe avvalso della connivenza di due proprietari di immobili a Orosei, di un dipendente di un locale CAF e, fatto ritenuto di particolare gravità, del concorso materiale di alcuni impiegati pubblici, attualmente indagati ma non raggiunti da misure cautelari.
Lo sfruttamento della condizione di irregolarità dei migranti avrebbe generato profitti ingenti: per ogni richiesta gestita, gli indagati avrebbero richiesto agli extracomunitari interessati un compenso variabile tra i 500 ed i 5.200 euro, spartendosi poi il ricavato. Per nascondere la provenienza delittuosa del denaro, i capitali sarebbero stati movimentati in un flusso continuo attraverso due conti correnti bancari e un conto di gioco online sulla piattaforma SISAL, nel tentativo di farne perdere le tracce.
L'indagine ha consentito non solo di delineare ruoli precisi in capo a ciascun indagato, ma anche di fare luce sul movente di un gravissimo atto intimidatorio (i cui autori materiali restano tuttora ignoti). La grave intimidazione, consistita nel collocamento e deflagrazione di un ordigno rudimentale sotto la porta di casa, sarebbe stata rivolta contro il Responsabile dell’Area Pianificazione Urbanistica e Suape del Comune di Orosei nella notte del 7 aprile 2025, ritenuto "colpevole" di aver segnalato un abuso edilizio in uno degli stabili utilizzati dagli indagati. Tale accertamento tecnico avrebbe infatti determinato la perdita dell'agibilità dell'immobile, compromettendo di fatto la possibilità di utilizzarlo per giustificare le fittizie dichiarazioni di ospitalità.
I carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo di due immobili a Orosei e di tre conti correnti.












