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CAGLIARI. L'economia in Sardegna è cresciuta nel 2025, ma ha rallentato rispetto all'anno precedente: è il quadro emerso dal rapporto annuale della Banca d'Italia sull'economia regionale, presentato questa mattina a Cagliari, che evidenzia una fase di espansione accompagnata però da alcune criticità strutturali che continuano a frenare lo sviluppo dell'isola, come il calo demografico e problemi legati ai collegamenti, che pesano sui trasporti.
"Il rapporto ci restituisce un'immagine di una regione che cresce pur se moderatamente. Il Pil, secondo le nostre statistiche, cresce dello 0,7%, in linea con il dato del Mezzogiorno e lievemente al di sopra della crescita dell'Italia nel suo complesso. Questi dati positivi vanno però letti con cautela perché ci sono ancora dei problemi e dei nodi strutturali da risolvere", spiega il direttore della sede di Cagliari della Banca d'Italia, Giovanni Giuseppe Ortolani.
A trainare l'economia sono stati soprattutto il turismo, che ha registrato un incremento delle presenze dell'11,5%, e gli investimenti pubblici sostenuti dal Pnrr. Più debole, invece, l'industria, mentre le esportazioni hanno risentito del rallentamento del commercio internazionale e del calo delle vendite all'estero dei prodotti petroliferi. "Le nuove politiche commerciali degli Stati Uniti hanno pesato sullo sviluppo dell'industria alimentare, in particolare del settore lattiero-caseario. E comunque in generale questo clima di incertezza non favorisce gli investimenti privati. Fortunatamente il Pnrr invece ha dato una grossa mano in termini di investimenti pubblici", fa sapere Ortolani.
Sul fronte del lavoro, nel 2025 gli occupati sono aumentati dell'1%, ma è cresciuto anche il tasso di disoccupazione, salito al 9,3%, per effetto dell'aumento delle persone entrate nel mercato del lavoro. Rimane, inoltre, ampio il divario con il resto del Paese: il reddito pro capite dei sardi continua, infatti, a essere inferiore di circa il 15% rispetto alla media nazionale. Per il direttore della Banca d'Italia la sfida sarà ora consolidare la crescita. "Il tema centrale è mantenere la crescita stabile e avere una riduzione anche dei divari territoriali molto forti presenti all'interno dell'isola", ha detto Ortolani.












