CAGLIARI. Tensioni sul futuro della centrale Grazia Deledda e sul sistema energetico regionale dopo l’incontro tra sindacati e Regione: "Non accetteremo che la centrale Grazia Deledda sia congelata in un impianto spento ma pronto all’uso come indicato nel decreto bollette che fa slittare al 2038 la dismissione delle centrali a carbone”: lo hanno detto i segretari regionali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Francesco Garau, Gianrico Cuboni e Pierluigi Loi nell’incontro di ieri con l’assessore regionale all’Industria Cani.
Nel corso del confronto, i sindacati hanno espresso contrarietà ai piani attribuiti a Enel. “Sembra che vogliano congelare l’impianto al solo scopo di massimizzare i profitti con l’utilizzo di risorse pubbliche", hanno spiegato Garau, Cuboni e Loi, "senza ottemperare all’obbligo di valorizzare e bonificare le aree non più utilizzate e concentrandosi invece sulla sola installazione di batterie elettrochimiche”.
I rappresentanti hanno anche denunciato “i ritardi delle manutenzioni che mettono a rischio la sicurezza degli impianti”.
Per queste ragioni i sindacati hanno chiesto che Enel sia convocata a un tavolo ministeriale che la Regione si è impegnata a sollecitare al Mise e al Mase, con l’obiettivo di affrontare le questioni energetiche e industriali. “Enel deve contribuire al rilancio del polo di Portovesme e garantire solide basi per uno sbocco produttivo e occupazionale per i diretti e per gli appalti in vista della dismissione o trasformazione della stessa centrale”.











