CAGLIARI. Giornalisti, diplomatici ed esperti di relazioni internazionali a confronto, a Cagliari, per la decima edizione del Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo. Tra gli ospiti anche il reporter di guerra Luca Steinmann, che a margine dell'incontro ha raccontato cosa significa fare informazione dai fronti di guerra.
"Fare il freelance di guerra significa andare dove gli eserciti si scontrano e raccontare quello che si vede nella maniera più pulita possibile. È un lavoro che richiede grande responsabilità, perché quello che racconti può avere un impatto molto forte sull'opinione pubblica", spiega Steinmann.
Steinmann è stato tra i primi giornalisti occidentali a seguire il conflitto in Ucraina dal lato russo. "La responsabilità più grande è stata raccontare quello che veniva considerato il nemico senza fare propaganda, ma cercando semplicemente la verità. È questa la strada maestra del nostro lavoro", fa sapere Steinmann
Per il reporter, nonostante i rischi affrontati nei numerosi teatri di guerra, dall'Ucraina alla Siria, passando per Libano, Armenia e Libia, non c'è mai stato il dubbio di fermarsi. "Ne è sempre valsa la pena. Le esperienze e le competenze che accumuli rappresentano un patrimonio che resta per sempre", spiega Steinmann.
Tra gli ospiti del meeting anche la giornalista Leila Belhadj Mohamed, che ha richiamato l'attenzione sulle crisi africane, spesso poco raccontate. "Solo il 2% delle notizie di politica estera in Italia riguarda l'Africa. Eppure ciò che accade nel Corno d'Africa, nel Sahel o nella Repubblica Democratica del Congo ha conseguenze dirette anche per l'Europa, dall'approvvigionamento di materie prime strategiche ai flussi migratori. Continuiamo a parlare delle migrazioni, ma troppo poco dei contesti da cui quelle persone sono costrette a fuggire”, ha detto la giornalista Leila Belhadj Mohamed.











