QUARTU. “Spesso siamo pronti a puntare il dito e a protestare ferocemente per un bus che passa con 5 o 10 minuti di ritardo ma quanto accaduto ieri sull’ultimo bus in partenza dal capolinea Brigata Sassari dovrebbe farci riflettere su cosa accada realmente dietro le quinte di un servizio pubblico”.
Una rissa scoppiata a bordo dell’ultimo autobus della linea 41 del Ctm: è succeso nella serata di domenica 27 aprile in via Brigata Sassari, a Quartu Sant’Elena. A raccontare quanto accaduto è V.S., un cittadino e lavoratore che ha scritto alla redazione per segnalare l’episodio e ringraziare pubblicamente autista e forze dell’ordine per la gestione della situazione. Secondo quanto riferito, intorno alle 22.50, mentre attendeva di rientrare a casa dal capolinea, due persone in evidente stato di ebbrezza avrebbero dato vita a una rissa all’interno del mezzo.
Il bus, previsto in partenza alle 22.50, è ripartito alle 23. “Se siamo ripartiti con 10 minuti di ritardo non è stato per un disservizio del Ctm, ma per la necessità di ripristinare la sicurezza”, sottolinea il cittadino.Nella lettera si parla dell’autista, che avrebbe gestito l’emergenza con calma e professionalità: “Ho potuto ammirare la professionalità dell’autista che con un sangue freddo non comune ha cercato di calmare gli animi e ha gestito l’emergenza con pacatezza”. Successivamente un passeggero ha contattato le forze dell’ordine, intervenute rapidamente con diverse pattuglie e ambulanze.
“Vorrei che questo messaggio arrivasse a chi si lamenta per un piccolo ritardo: a volte quei pochi minuti di attesa sono il segno che qualcuno sta lavorando per noi”, scrive ancora V.S., che aggiunge anche un ringraziamento al sistema di videosorveglianza del Ctm: “La presenza delle telecamere di bordo è una garanzia per tutti noi”. E chiude: “Personalmente, non mi importa di essere rientrato a casa dieci minuti dopo. Mi importa di essere rientrato in sicurezza”.











