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CAGLIARI. Le divise dei vigili del fuoco potrebbero avere degli elementi cancerogeni per chi le indossa. Questo il tema della mozione presentata alcuni giorni fa dal Movimento 5 stelle al governo, primo firmatario il consigliere sardo Michele Ciusa. Una mozione che però ha fatto insorgere anche il Sindacato autonomo forestali regionali (Safor): "Ancora una volta il corpo forestale è stato dimenticato".
Un punto importante da cui partire: secondo i più recenti studi (ne riportano i dati diversi sindacati), chi si ritrova nel settore della lotta agli incendi si trova già normalmente esposto a problemi di salute: si calcola circa un +60% di possibilità di contrarre il tumore. In questo caso però al centro della polemica non è l'ambiente di lavoro, ma alcuni materiali presenti nelle stesse divise di chi per lavoro si occupa di anti incendio: “La divisa dei Vigili del Fuoco è progettata per proteggere da fiamme, fumi e sostanze tossiche, ma può nascondere un rischio per la salute", afferma il capogruppo del M5s Michele Ciusa. "I materiali utilizzati, come il Teflon e altri Pfas (composti chimici sintetici, idrorepellenti e oleorepellenti), sono sostanze chimiche artificiali che, quando utilizzate a lungo ed esposte ad alte temperature, possono essere assorbite dall’organismo. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Science & Technology evidenzia come i Pfas possano interferire con i meccanismi di difesa delle cellule, rendendole più vulnerabili allo sviluppo di tumori."
Di fronte al rischio per la salute legato all’esposizione a sostanze potenzialmente nocive presenti nelle divise dei Vigili del Fuoco, il Gruppo Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione, a prima firma del capogruppo Michele Ciusa, per chiedere al governo maggiori controlli e tutele per la categoria. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione sanitaria regionale attraverso biomonitoraggi, l’inserimento di specifici controlli nelle visite periodiche e il riconoscimento del lavoro dei Vigili del Fuoco come attività particolarmente usurante.
Qui entra in gioco il Safor che parla dei forestali come grandi eslusi dalla mozione: "Con la campagna Antincendi alle porte, ancora una volta il corpo forestale dimenticato. Sdegno dopo l’articolo dell'onorevole Michele Ciusa sui dpi dei Vigili del Fuoco e sulla vigilanza sanitaria". E ancora, nella stessa nota: "Un tema serio, legittimo e condivisibile. Proprio per questo appare ancora più grave, offensiva e incomprensibile l’ennesima esclusione delle donne e degli uomini del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, sistematicamente ignorati ogni volta che si affronta il tema della sicurezza degli operatori impegnati nella lotta agli incendi". Il personale del Cfva "indossa i dispositivi di protezione individuale per circa sei mesi l’anno, nel periodo più caldo e più rischioso sotto il profilo climatico e operativo. Lo fa non per interventi sporadici o emergenze occasionali, ma per intere giornate di servizio sul territorio, in attività di pattugliamento, prevenzione, vigilanza e contrasto agli incendi".
LA REPLICA
Arriva la replica dal diretto interessato, Michele Ciusa: “Non è mai stata nostra intenzione escludere nessuno, tanto meno il Corpo Forestale della Sardegna, la cui opera è fondamentale per la nostra Isola. Al contrario, la nostra azione politica punta a innalzare il livello di sicurezza per chiunque indossi una divisa e rischi la vita per la collettività. Faccio mie le parole del segretario Masala: non c’è spazio per le strumentalizzazioni su temi così delicati come la salute. Concordo pienamente sul fatto che sia necessario lavorare tutti insieme per un obiettivo comune. Siamo consapevoli che il personale del Corpo Forestale affronta turni estenuanti, soprattutto nei mesi estivi, esposto costantemente a fumo, polveri e stress termico. Queste condizioni non sono meno rischiose e meritano la medesima attenzione istituzionale. La nostra iniziativa deve essere considerata un punto di partenza, non di arrivo”, prosegue Ciusa. “Siamo pronti ad ampliare la platea e a farci carico delle istanze dei forestali e di chiunque incorra nei medesimi rischi. Siamo aperti a un confronto immediato con i sindacati per definire azioni concrete che garantiscano il diritto alla salute per tutti i professionisti dell'antincendio. Ringrazio Masala e tutti coloro che vorranno contribuire a questa mia battaglia per la tutela della salute dei lavoratori”, conclude.













