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CAGLIARI. C'è la firma sul contratto di programma 2025–2028 tra Enac e Sogaer, la società di gestione dell’aeroporto di Cagliari: si parla di interventi per oltre 56 milioni di euro sullo scalo che porteranno ad un ampliamento della capacità dello scalo e tante innovazioni.
Il piano prevede interventi per la modernizzazione tecnologica e all’ampliamento della capacità dello scalo, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi, rafforzare gli standard di sicurezza e sostenere la transizione energetica e ambientale delle infrastrutture aeroportuali. “Si tratta di una notizia positiva per la Sardegna – dichiara Claudia Camedda, segretaria generale Fit Cisl Sardegna – perché gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali rappresentano una leva fondamentale per migliorare la qualità dei servizi, sostenere lo sviluppo economico e rafforzare il ruolo strategico dello scalo di Cagliari nel sistema dei trasporti”.
Per la Fit sarda il rafforzamento delle infrastrutture aeroportuali e il miglioramento dei collegamenti aerei sono elementi essenziali per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini sardi e per sostenere turismo, attività produttive e relazioni economiche con il resto del Paese e dell’Europa. “La continuità territoriale aerea – prosegue Camedda – resta uno strumento indispensabile per un territorio insulare come la Sardegna. Garantire collegamenti accessibili, stabili e programmati nel tempo è una condizione necessaria per assicurare ai cittadini pari opportunità di mobilità rispetto al resto del Paese”.
Accanto allo sviluppo infrastrutturale e alla crescita del traffico, la Fit Cisl Sardegna richiama anche l’attenzione sul ruolo del lavoro nel sistema aeroportuale. Negli scali dell’isola operano migliaia di lavoratori impegnati nei servizi di handling, assistenza ai passeggeri, sicurezza aeroportuale, manutenzione e attività operative di terra. “Dietro ogni volo – sottolinea la segretaria generale – c’è il lavoro di tante professionalità che garantiscono sicurezza, qualità del servizio ed efficienza operativa. Gli investimenti e la crescita del traffico devono tradursi anche in occupazione stabile, qualità del lavoro e valorizzazione delle competenze presenti negli aeroporti”.
Per la Fit, tuttavia, il miglioramento dei collegamenti aerei – pur rappresentando una condizione fondamentale – non è da solo sufficiente a risolvere il tema della mobilità dell’isola. È necessario costruire una strategia più ampia e integrata dei trasporti. “La mobilità della Sardegna – spiega Camedda – deve essere affrontata con una visione complessiva. Il rafforzamento del trasporto aereo deve essere accompagnato dal miglioramento dei collegamenti marittimi e da un forte investimento nella mobilità interna all’isola, a partire dal sistema ferroviario e dal trasporto pubblico locale”. Un sistema di mobilità moderno, secondo la Fit Cisl Sardegna, deve infatti garantire l’integrazione tra aeroporti, porti, ferrovie e reti di trasporto pubblico, consentendo ai cittadini e ai visitatori di muoversi con maggiore facilità tra i diversi territori dell’isola.
“Solo attraverso una mobilità realmente integrata – conclude Camedda – sarà possibile rafforzare la continuità territoriale, migliorare l’accessibilità della Sardegna e valorizzare il lavoro e le professionalità che operano in tutto il sistema dei trasporti”. La Fit Cisl Sardegna ribadisce, quindi, la propria disponibilità al confronto con istituzioni, autorità di regolazione e operatori del settore per costruire una strategia di mobilità che renda la Sardegna più connessa, competitiva e sostenibile.












