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CAGLIARI. “Il ruolo dell’infermiere è collegato direttamente alla sopravvivenza dei pazienti. Inferiore è il numero degli infermieri, maggiore è il numero dei decessi”. Sono le parole del rappresentante regionale di Nursing Up Diego Murracino in merito alla carenza di infermieri in Sardegna.
Alla base del problema c’è la scarsa appetibilità della professione tra i giovani, a causa delle basse retribuzioni rispetto all’enorme mole di lavoro. “Nessun’altra professione di tale valore e di tale professione universitaria percepisce uno stipendio di circa 1600 euro. Questo fa si che i giovani, una volta terminato il liceo, decidano di fare altro”, spiega Murracino.
Ad aggravare la situazione c’è anche il fuggi fuggi generale di infermieri e neolaureati dall’isola verso altri paesi Europei o in altre regioni d’Italia, dove i salari sono più alti. “Parliamo di altre realtà, rimandendo in Europa, dove l’assetto organizzativo è migliore e dove gli stipendi arrivano fino a 5 mila euro al mese. Quindi la gente inizia ad andare sia fuori, ma anche in altre regioni italiane dove rispetto alla Sardegna c’è una situazione migliore”, fa sapere Murracino.
Per Murracino le criticità si avvertono nei presidi ospedalieri dove si trattano le emergenze-urgenze, come l’ospdelare Brotzu e l’Auo di Cagliari e il Santissima Annunziata di Sassari. “Dove c’è più lavoro si sente maggiormente questa pesantezza. Siamo in una situazione drammatica, tra circa cinque anni andando avanti così non avremo più infermieri per garantire assistenza, perché i pensionamenti e i licenziamenti sono superiori alle nuove assunzioni”, conclude Murracino.












