CAGLIARI. Tanti paesi senza corrente elettrica, strade chiuse per frane e allagamenti, evacuazioni. Il maltempo continua a creare disagi in Sardegna. Solo ieri 280 vigili del fuoco sono stati impegnati in tutta l'Isola, nelle attività di soccorso tecnico urgente, messa in sicurezza e assistenza alla popolazione.
Nel Sarrabus, in particolare in alcune località di Muravera, le squadre sono state impegnate nel taglio e nella rimozione di alberi caduti sulla carreggiata, che hanno coinvolto anche cavi delle linee elettriche e telefoniche, causando disagi e l’isolamento di alcuni residenti.
Nella notte tra sabato e domenica, i vigili del fuoco a Ozieri hanno soccorso 12 persone, tra cui una neonata, rimaste isolate in una frazione di Ozieri, nel Logudoro, a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua provocato dallo straripamento del Riu Mannu. I soccorritori acquatici e i sommozzatori hanno operato con l’impiego di gommoni, raggiungendo e mettendo in salvo tutte le persone coinvolte.
Ad aprire una polemica su quanto sta accadendo per i blackout è il sindaco di Burcei Simone Monni, che in un post sui social scrive: "Mezza Sardegna si trova senza energia elettrica, senza acqua e nemmeno linea telefonica funzionante. Viste le allerte, le previsioni e i precedenti, probabilmente si sarebbe potuta prendere qualche precauzione per scongiurare minimamente alcuni disservizi, senza correre ai ripari in corso d’opera, gravando sulle spalle di cittadini e comuni".
Secondo Monni questa è "l’ennesima prova che sono necessari interventi strutturali per garantire i servizi sempre, anche durante le emergenze. Siamo nel 2026, i mezzi ci sono e i tempi sono maturi".
Il sindaco aggiunge: "Le famiglie e le attività sono stremate e sinceramente anche chi, come gli amministratori locali, deve fare da sportello per dare qualche informazione ai cittadini, anche quando, chi di dovere e competenza, dovrebbe darci notizie, ma tace, e non risponde né a parole e nemmeno con i fatti. Speriamo, che questa batosta presa dalla natura, sia in grado di far smuovere qualcosa a livello nazionale e regionale per non doversi ridurre sempre all’ultimo, al buio e senza la minima risorsa utile per garantire i servizi essenziali".











