CAGLIARI. Primo Tavolo della pesca presieduto dall’Assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus. L’incontro ha segnato l’avvio di un confronto con le associazioni di categoria e i Flag (Gruppi di azione locale del settore pesca), focalizzato sulle principali criticità del comparto della pesca e dell’acquacoltura, due settori strategici per l’economia regionale, ma anche particolarmente esposti ai problemi e criticità ambientali, come il ciclone Harry.
Nel corso della riunione, l’attenzione si è concentrata innanzitutto sui danni provocati dal ciclone, che nell’ultima settimana ha colpito duramente diverse realtà produttive, mettendo in evidenza la fragilità del comparto di fronte agli eventi estremi. “La pesca e l’acquacoltura – evidenzia l’assessore Agus - sono settori che più di altri risentono del cambiamento climatico, sono più esposti a rischi e a problemi”. Una vulnerabilità che, come evidenziato dall’assessore, non è più riconducibile a singoli episodi emergenziali, ma si inserisce in un quadro più ampio di cambiamenti strutturali. “Lo abbiamo sperimentato con i danni del ciclone Harry, che ha danneggiato diverse produzioni – aggiunge – e lo sperimentiamo ogni giorno perché l’innalzamento della temperatura del mare e l’introduzione nel Mediterraneo di specie alloctone, come il granchio blu e altre, stanno creando problemi concreti alle imprese”.
Al centro del tavolo le urgenze del settore e gli interventi nella fase emergenziale, con un confronto diretto sulle problematiche legate agli indennizzi. In particolare, è stato affrontato il tema dei danni causati dai cormorani, rispetto ai quali la Regione è pronta a intervenire. “Grazie agli approfondimenti compiuti – rassicura Agus - la Regione sta individuando le soluzioni per venire incontro alle richieste del comparto”.
Si è ragionato anche sul ruolo della nuova programmazione del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), considerata una leva fondamentale, ma non sufficiente da sola ad affrontare le sfide in atto. “Abbiamo gli strumenti della programmazione europea – sottolinea l’assessore – ma dobbiamo anche capire come intervenire con metodi innovativi per fronteggiare una situazione in divenire, nella quale gli strumenti del passato potrebbero non essere sufficienti. L’obiettivo – conclude l’assessore Agus - è mantenere vivo un settore che ha grandi margini di sviluppo, accompagnandolo in una fase di cambiamento profondo con scelte coraggiose, condivise e all’altezza delle nuove sfide ambientali ed economiche”.












