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CAGLIARI. “L’impatto del moto ondoso è stato così forte che ha causato, in alcuni casi, danni anche alle strutture in muratura oltre che a chioschi e ristoranti sul mare. L’altro problema di maggiore impatto sulla quotidianità delle persone è quello relativo alla chiusura della 195, che rappresenta un’arteria strategica per il collegamento con il versante occidentale”. Sono le parole del sindaco Massimo Zedda, presente questa mattina all’incontro, insieme alla presidente Alessandra Todde, con il capo dipartimento nazionale della protezione civile Fabio Ciciliano. Sono ancora in corso sopralluoghi in parchi, strade cittadini e strutture scolastiche, di queste ultime alcune ancora chiuse, per monitorare i danni causati dagli allagamenti e dal forte vento causato dal ciclone Harry. Già nella giornata di ieri il primo cittadino si è presentato nel lungomare Poetto per verificare i danni alle strutture balneari. “La presenza di sabbia e di detriti deve immediatamente determinare un protocollo per l’interventi da parte dell’assessorato regionale, in modo tale che si sappia come intervenire e come mettere in sicurezza i luoghi. Interventi necessari per determinare una ripresa della vita e della quotidianità anche nella frequentazione della spiaggia".
Non solo Cagliari, l’ondata di maltempo ha causato importanti danni strutturali e a beni culturali in altre località dell’isola. “Nei prossimi giorni andrò nelle zone interne della Sardegna e soprattutto in Baronia e a Dorgali per vedere lo stato di Cala Gonone che ha subito dei danni ingentissimi. Ci sono stati anche danni infrastrutturali, pensiamo alla statale 195 che è stata danneggiata in maniera fortissima, manca praticamente metà della carreggiata. Ma ci sono anche danni alle attività produttive. Una cosa che mi ha colpito particolarmente sono i danni ai beni culturali, ieri sono stata anche a Nora a vedere un sito così identitario per la Sardegna e vederlo danneggiato e mangiato dal mare è una cosa che fa impressione”, spiega Todde.
Per la presidente Todde è stato fondamentale il contributo e collaborazione di tutte le forze locali per limitare i danni. “Adesso dobbiamo lavorare con i sindaci per la stima dei danni e fare in modo di avere lo stato di emergenza per attingere da una parte al fondo di emergenza nazionale ed eventualmente a fondi europei, ne stavo discutendo ieri con il ministro Salvini e con il vicepremier Tajani. La spesa sarà veramente ingente”, conclude Todde.











