CAGLIARI. Sta facendo discutere l'articolo pubblicato lo scorso agosto dall'ex assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, sulla rivista scientifica Frontiers in Public Health. Nelle ultime ore è scoppiata la polemica per il riferimento ad alcuni tratti caratteriali della popolazione sarda, ai quali l'ex assessore riconduce il progressivo declino del sistema sanitario regionale.
"La diffidenza e la chiusura al confronto con l'esterno costituiscono un tratto caratteriale distintivo, profondamente radicato in questo contesto regionale e ancora oggi piuttosto evidente. Sono tratti che contribuiscono tutti al progressivo isolamento del sistema e al suo arretramento in diversi ambiti scientifici, primo fra tutti quello medico", scrive l'ex assessore regionale della Sanità.
Ecco un estratto dell'articolo scientifico:
"Ma quale attinenza ha tutto questo con la sanità regionale?", afferma ancora Bartolazzi. "Sebbene l'arte e la letteratura siano relativamente immuni da questo isolamento ambientale e culturale (la Sardegna ha saputo esprimere scrittori, scultori e musicisti di grande rilievo), ambiti scientifici complessi come le scienze di base, la medicina, la bioingegneria e discipline affini rimangono inesorabilmente condizionati da una simile peculiarità caratteriale.
La ricerca e lo sviluppo in campo medico e biomedico richiedono necessariamente apertura mentale e un dialogo costante con la comunità scientifica nazionale e internazionale. Ciò consente di ampliare le conoscenze fondamentali, favorendo un accesso tempestivo alle nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche e, più in generale, all'innovazione.
La diffidenza, il rifiuto del confronto, la riluttanza a mettere in evidenza le proprie competenze e i risultati raggiunti sottoponendoli a un esame critico, nonché l'autoreferenzialità, contribuiscono tutti al progressivo isolamento del sistema e al suo arretramento in diversi ambiti scientifici, primo fra tutti quello medico.
Come già discusso, è evidente che il progressivo declino del sistema sanitario pubblico sardo, uno dei più ricchi d'Italia in rapporto al numero relativamente ridotto di abitanti, non può essere attribuito alla mancanza di risorse economiche.
Inoltre, le politiche sanitarie attuate nell'arco di circa due decenni dalle successive Giunte regionali, espressione di differenti orientamenti politici, non sono riuscite a invertire la tendenza negativa. Ciò suggerisce che una comune carenza di visione tecnico-politica e/o le ingerenze della politica locale possano rappresentare fattori determinanti nel fallimento del Ssr.
Un'ulteriore ipotesi è che la consapevolezza della complessità tecnica degli interventi necessari a migliorare le prestazioni del Ssr possa costituire un alibi nascosto per giustificare l'immobilismo politico", si legge ancora.
Le polemiche: "Bartolazzi chieda scusa ai sardi"
Le parole dell'ex assessore hanno fatto espoldere le polemiche. "Mentre i cittadini affrontano l’inferno nei nostri ospedali, la risposta delle figure apicali scelte e difese dalla presidente Todde è il disprezzo", scrive il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia. "Definire permalosi coloro che protestano dopo aver trascorso 22 ore su una sedia in attesa di una visita è un’offesa inaudita all’intelligenza e alla dignità del nostro popolo. I sardi non sono permalosi: sono stremati, indignati e traditi da chi aveva promesso una svolta nella sanità e ha prodotto soltanto caos, lunghe attese e insulti", prosegue Sorgia.
"Chiediamo che la presidente Todde di prendere ufficialmente le distanze dalle improprie dichiarazioni del suo ex assessore, di chiedere scusa ai cittadini sardi e di spiegare come intende porre rimedio a questo disastro organizzativo", conclude Sorgia.
La Lega
"Le considerazioni di Armando Bartolazzi nella rivista scientifica Frontiers in Public Health, sono offensive nei confronti dei sardi e ancora più gravi quando colpiscono le persone con fibromialgia. Da chi è stato scelto dalla presidente Todde per guidare la sanità ci si sarebbe aspettati rispetto, ascolto e risposte. Arrivano invece giudizi sprezzanti e lezioni sulla presunta predisposizione genetica dei cittadini". Lo dichiara Michele Pais, ex presidente del Consiglio regionale. "Richiamare la genetica dei sardi per associarla a permalosità, aggressività e introversione significa riproporre stereotipi squallidi, che riportano la memoria a un passato di pregiudizi e discriminazioni. I sardi non sono un popolo geneticamente difettoso. E nessuno può utilizzare la loro identità come alibi per spiegare il fallimento della sua gestione sanitaria", afferma.