Aeroitalia lascia la Sardegna, Federalberghi: "La Regione eroghi subito i ristori, turismo invernale a rischio"

 


CAGLIARI. Dopo l'annuncio di Aeroitalia di voler lasciare la Sardegna da gennaio 2027 anche Federalberghi Sud Sardegna lancia l’allarme sulla continuità territoriale. Al centro della preoccupazione, l’impennata dei costi del carburante e i tempi dei ristori: l’associazione chiede alla Regione di erogare subito le somme già quantificate e anticipare le risorse stanziate, con priorità al pagamento del carburante e alla regolarità dei voli. 

Federalberghi Sud Sardegna prende atto con forte preoccupazione dell'annuncio con cui Aeroitalia, al tavolo del 2 novembre con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'Enac e la Regione, ha dichiarato di voler lasciare la continuità territoriale, indicando come obiettivo gennaio 2027. La Regione ricorda che per le rotte operate senza compensazione (Cagliari-Roma Fiumicino, Olbia-Roma Fiumicino e Olbia-Milano Linate) i regolamenti prevedono un preavviso di sei mesi: la compagnia punta dunque a uscire prima di quel termine.
Aeroitalia riferisce un prezzo medio del carburante di 1.460 euro a tonnellata, contro i circa 630 stimati dal bando, e un extracosto di 18,4 milioni di euro. Secondo l'azienda, i conteggi di Regione ed Enac le riconoscerebbero 2,6 milioni per il periodo aprile-settembre. La Regione, che ha stanziato 10 milioni di euro per i ristori alle compagnie, fa sapere che le procedure di erogazione sono in stato avanzato, con un riscontro di Ministero ed Enac atteso nei prossimi giorni.
"Non spetta a noi stabilire quale conteggio sia corretto", dichiara il presidente di Federalberghi Sud Sardegna, Dott. Fausto Mura. "Ma se il carburante costa più del doppio di quanto stimato dal bando, è difficile immaginare che una compagnia possa reggere a lungo questi costi su rotte prive di compensazione e con tariffe bloccate. Oggi servono liquidità e tempi certi, non uno scontro sulle responsabilità".
"Il rischio riguarda tutti i sardi", prosegue Mura. "Le rassicurazioni della compagnia sull'assenza di disservizi sono importanti, ma alcune frequenze sono già state ridotte, con tagli che la Regione dichiara non autorizzati. Il carburante è la voce che non può attendere: se l'esposizione verso i fornitori crescesse fino alla sospensione delle forniture, gli aerei si fermerebbero prima della scadenza di qualsiasi preavviso".
"Per questo esortiamo la Regione a erogare subito la quota già quantificata e a disporre un'anticipazione sulle risorse stanziate, salvo conguaglio, nel rispetto del quadro normativo europeo e con vincolo prioritario al pagamento del carburante e alla regolarità dei voli".
"Lo chiediamo anche a tutela del turismo invernale", conclude il presidente. "I flussi tra novembre e marzo sono esigui, ma restano indispensabili agli alberghi non stagionali per proseguire l'attività e salvaguardare il lavoro. Senza collegamenti certi con Roma e Milano, anche questa quota è a rischio".