CAGLIARI. Un'inchiesta partita dalla denuncia presentata alla procura di Cagliari fa crollare il sistema di un broker assicurativo, ora definitivamente radiato dall'Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni). Lo ha stabilito il Tar del Lazio che ha respinto il ricorso presentato da un intermediario contro il provvedimento espulsivo emesso lo scorso anno.
La vicenda parte nel 2023, quando sul mercato erano state immesse polizze fideiussorie (relative a importanti appalti e a favore di consorzi e stazioni appaltanti non specificati) apparentemente rilasciate da una compagnia di assicurazione di nazionalità belga, autorizzata a operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi. Polizze che si erano poi rivelate del tutto contraffatte.
L'allarme era scattato quando la compagnia estera, riscontrata la commercializzazione di garanzie false a suo nome, aveva depositato una dettagliata denuncia-querela proprio alla procura di Cagliari, dando il via agli accertamenti. I dati delle parti in causa sono oscurati, ma si può supporre che la denuncia sia stata presentata nel capoluogo sardo perchè alcuni dei danneggiati fossero proprio sardi.
Nel ricorso presentato, il broker sanzionato aveva tentato di smontare le accuse sostenendo di non aver avuto contatti diretti con i clienti finale, di aver operato solo tramite collaborazioni con altri intermediari e di non aver incassato premi in violazione delle norme sulla separazione patrimoniale, limitandosi a un "passaggio di carte".
Una linea difensiva totalmente smontata dai giudici amministrativi. Il broker non può essere considerato un trasmettitore passivo di documenti: in quanto professionista qualificato, è tenuto a compiere le verifiche sulla genuinità della copertura assicurativa e sulla sua effettiva riferibilità alla compagnia emittente. Nel corso dell'istruttoria, inoltre, è emerso l'incasso diretto di somme.
Confermata dunque la legittimità della radiazione.