Sopravvissuta a un tentato omicidio a Cagliari, ora l'evento contro la violenza: "L'unica risposta ai femminicidi è rompere il silenzio"

CAGLIARI. Quest'estate ha rischiato di morire per mano di un uomo, che ha sparato contro di lei per un rifiuto. Ora Valentina Pilia, l'insegnante di flamenco scampata al tentato omicidio avvenuto a luglio scorso nella palestra in cui lavora a Cagliari, chiama a raccolta donne e uomini per riflettere insieme su un fenomeno che sta distruggendo le vite di tante, troppe famiglie. Lo fa organizzando un primo evento a Su Tzirculu, un incontro fatto di dialogo, confronti e momenti di performance dal vivo, per "rompere il silenzio". 

 "La violenza lascia segni che non si cancellano", scrive Pilia, "Ma non siamo qui per rimanere nel buio o per definirci solo attraverso il dolore. È importante prenderci dei momenti di riflessione e condivisione su questo tema che ci riguarda tutte, possiamo creare un cambiamento. Siamo qui perché il rispetto non è un' opzione, è la base da cui ripartire per cambiare davvero le cose".

"Di fronte ai femminicidi", dice la donna, "di fronte al controllo e alla prepotenza, l'unica risposta possibile è rompere il silenzio. Usare la voce come spazio di verità, di cultura, di lotta e di bellezza. Per impedire che accada ancora. Per diffondere un altro modo di stare insieme". 

L'obiettivo è chiaro: partire dal dialogo, per cambiare le cose. Partire dalla comunità che si ascolta e sceglie di far sentire la propria voce.