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CAGLIARI. È stata riaperta al traffico stamattina la provinciale 38 Monte Pino: un'opera attesa da 13 anni, dopo la tragedia dell'alluvione Cleopatra del 2013. La strada collega l’alta e la bassa Gallura e oggi è stata restituita alla cittadinanza dopo i lavori di adeguamento e messa in sicurezza, per un costo complessivo di 18 milioni, diviso in due diversi interventi.
"La conclusione degli interventi della strada di Monte Pino è il simbolo di un’infrastruttura che risorge", ha affermato l’Ad di Anas Claudio Andrea Gemme , "e che consente al territorio di ritrovare una via di collegamento fondamentale per chi viaggia nel territorio della Gallura. Le due città di Olbia e Tempio Pausania sono finalmente più vicine".
"Oggi è una giornata importante e significativa – ha detto l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, presente al taglio del nastro – perché restituiamo un’arteria fondamentale ad un territorio che per troppi anni è stato privato dell’unico collegamento tra Tempio e Olbia. Questa giornata non ha l’obiettivo di celebrare un nostro traguardo, dobbiamo invece sottolineare che esiste un prima e dopo Monte Pino. Le vicende di questa strada ci hanno lasciato almeno due insegnamenti. Il primo è che occorre lavorare nell’ottica di avere strade sempre più sicure, perché così si possono salvare vite umane. Il secondo rappresenta una lezione per chi amministra e per la politica, perché quando le opere vengono seguite passo dopo passo, con un cronoprogramma cadenzato, si restituiscono infrastrutture essenziali per l’economia e la vita dei cittadini e delle cittadine, con tempi certi e con il minor disagio possibili".
"I lavori sulla Monte Pino erano fermi da 12 anni e al momento del mio insediamento non esisteva nemmeno il preliminare – ricorda Piu – è stato il mio primo sopralluogo da assessore regionale e l’ho fatto davanti alla stampa affinché, in totale trasparenza, si conoscesse cosa abbiamo ereditato. Ho preso in carico questa arteria come priorità e abbiamo immediatamente sbloccato gli ostacoli col dialogo e costruendo la massima collaborazione tra Assessorato, Anas, Provincia e imprese. È un’opera che mi ha permesso di dettare il metodo, di invertire la rotta sulle opere pubbliche. Per questo oggi mi sento di dire che quest’opera deve rappresentare un esempio, perché, ancor più quando si perdono vite umane, quando una comunità è così duramente colpita, il dovere di chi amministra è una risposta determinata ed efficace e il tempo di reazione in questi casi è la misura della consapevolezza della responsabilità verso una comunità che ha il diritto di ricevere l’unica risposta che merita, opere sicure in tempi certi”.
I lavori sui circa 5 chilometri, compresi tra l’intersezione con la 38 bis, in località Monte Pino, e la provinciale 122 in località Cantoniera Putzolu, nel territorio dei comuni di Telti ed Olbia, sono stati portati avanti in due fasi. L’intervento, infatti, è stato interessato da alcuni passaggi cruciali come quando, terminati i lavori nel primo tratto, l’assessore ha proposto e ottenuto, attraverso apposita delibera, la variazione del soggetto attuatore degli interventi, affidandoli ad ANAS attraverso una convenzione con la Provincia della Gallura nord est: “Questo passaggio è stato cruciale - sottolinea l’assessore - per ottimizzare modalità e tempi di realizzazione delle opere, consentendo di proseguire in continuità per garantire la riapertura al traffico in tempi più rapidi”.
I lavori realizzati consistono nel ripristino del corpo stradale, a seguito della frana, interventi vari di verifica e ripristino delle opere idrauliche e della sovrastruttura stradale in vari tratti, a monte e valle della zona franata. In 24 mesi è stata realizzata un’opera che per oltre dieci anni ha subito numerosi stop and go: “non commento le vicissitudini che hanno preceduto il mio insediamento, le opere pubbliche possono subire iter complessi – precisa Piu – posso parlare di ciò che fin dal primo giorno abbiamo portato avanti per arrivare a questo risultato. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità verso le tragiche morti avvenute in quel tratto e alle loro famiglie. Lo abbiamo fatto per le cittadine e i cittadini dei paesi attorno a quella strada, con i quali il dialogo è stato costante anche attraverso l’instancabile attività del comitato ‘Monte Pino’, per troppi anni hanno dovuto subire i disagi causati dalla chiusura di una strada fondamentale per i collegamenti sociali ed economici”.