Emergenza sanitaria nel carcere di Uta, la Uil Fp: "Solo 18 infermieri in servizio per 840 detenuti"

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UTA. È emergenza sanitaria nel carcere di Uta per la carenza del personale infermieristico. Lo denuncia Uil Fp Sardegna Cagliari che chiede interventi urgenti. Stando a quanto fa sapere il sindacato, attualmente, ci sarebbero solo 18 infermieri in servizio per 840 detenuti. Lo scrivono su una nota spiegando di aver già denunciato più volte la situazione per chiedere un intervento. 

"Abbiamo già fatto presente la gravissima situazione e cioè la reale ed effettiva presenza unicamente di 22 Infermieri e sole 8 unità Oss per circa 840 detenuti, dislocati tra i 7 blocchi e il Sai (Servizio Assistenza Intensiva / Centro Clinico), la quasi totalità dei quali necessita di costante assistenza sanitaria , di cui circa 88 in regime di 41 Bis . È notizia di questi giorni, che la situazione è ulteriormente precipitata ed aggravata, tanto da essere divenuta oramai a nostro avviso una vera e propria emergenza sanitaria. Difatti da 22 Infermieri realmente presenti, si è passati a 18 attuali, perché una è stata trasferita, e altre 3 sono fuori servizio per malattia o altri Istituti normativi", si legge sulla nota.

"Senza fare troppa retorica, è evidente che all'interno della struttura carceraria è in atto un vero e proprio esodo di personale infermieristico, irreversibile in assenza di interventi e misure. Un personale ridotto al di sotto dei limiti di qualsiasi norma e di qualsiasi previsione, con un trend che, di questo passo, rischia di aggravarsi di settimana in settimana, in un vortice che sostanzialmente si autoalimenta. Viste le drammatiche condizioni in cui il personale infermieristico è costretto a operare, il rischio di 'fuga' o di cadere in grave stato di stress psicofisico e, quindi, in malattia, è elevatissimo, come dimostrano in misura sempre maggiore i dati che continuiamo a rilevare", si legge ancora.

"La scrivente ritiene indispensabile e non più procrastinabile un intervento coordinato tra Regione e Azienda, al pari di quanto fatto in altre situazioni emergenziali, come il Pronto Soccorso, i presidi periferici o la Medicina di Base, dove sono state messe in campo dai soggetti predetti misure di reclutamento straordinarie, accompagnate da importanti incentivazioni economiche, oltre a processi di riorganizzazione che hanno permesso di calmierare situazioni che parevano irrisolvibili", continua il sindacato. 

"Pertanto, questa organizzazione sindacale sollecita, poiché lo ritiene indispensabile, che sulla questione della sanità penitenziaria venga posta dai soggetti in parola la medesima attenzione e i medesimi sforzi e misure, poiché non sarebbe accettabile assistere a trattamenti differenti. La sanità penitenziaria merita attenzione e rispetto, prima che giunga a un punto di non ritorno: non accettiamo e non devono esserci contesti di serie A o di serie B, pretendiamo trattamenti analoghi.

Non si può pensare che interventi integrativi o palliativi, come prestazioni aggiuntive o similari, possano costituire la soluzione, ma semmai un'integrazione. L'intervento dev'essere strutturale, mettendo in campo ogni azione, nessuna esclusa. Riteniamo che vi sia un'evidente sottovalutazione della grave criticità in atto.

Questa sigla è testimone delle segnalazioni quotidiane che giungono direttamente dagli operatori sanitari che operano sul campo e che riportano la gravità della situazione in questa struttura. Tutto quanto premesso e considerato, chiede all'Istituzione regionale preposta uno specifico incontro per individuare e attivare soluzioni rispetto alla questione della sanità penitenziaria dell'Istituto", conclude la Uil Fp.


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