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CAGLIARI. "Questa notte ho vissuto una delle esperienze più terrificanti della mia vita". Lo racconta sui social Francesca Corsale che racconta una brutale aggressione avvenuta ieri notte nel Largo Carlo Felice a Cagliari ai danni di una sua amica. 

"Ho visto un giovane, di origine magrebina, aggredire la mia amica alle spalle, afferrarla e trascinarla per alcuni metri nel tentativo di strapparle la borsa. Lei è caduta, all’indietro e nella colluttazione ha sbattuto la testa contro il muro", scrive spiegando che dopo aver trascorso la serata in piazza Yenne, "verso mezzanotte abbiamo deciso di rientrare, percorrendo Largo Carlo Felice in discesa. È stato lì che, nel giro di pochi secondi, tutto è cambiato.

Ho avvertito una presenza alle nostre spalle e mi sono girata d’istinto. Ho visto un giovane, di origine magrebina, aggredire la mia amica alle spalle, afferrarla e trascinarla per alcuni metri nel tentativo di strapparle la borsa. Lei è caduta, all’indietro e nella colluttazione ha sbattuto la testa contro il muro", racconta. 

"Ha iniziato subito a urlare, a reagire e a difendersi con tutte le sue forze. Probabilmente sono state proprio le sue urla e la sua reazione a mettere in fuga l’aggressore, che è scappato a mani vuote in direzione della Rinascente.

Io, invece, sono rimasta completamente paralizzata dalla paura. Non sono riuscita a dire una parola, né a fare un gesto. Per questo, ancora ora, mi sento terribilmente in colpa.

Abbiamo chiamato immediatamente i carabinieri, che sono intervenuti con grande tempestività e professionalità. Dopo aver raccolto la nostra testimonianza, (e quella della ragazza che ha assistito all’accaduto pochi metri più giù) ci hanno accompagnate fino all’auto per permetterci di raggiungere l’ospedale e far visitare la mia amica", dice ancora. Poi fa un appello: "Scrivo questo post perché quello che è successo non venga ignorato. Nessuno dovrebbe avere paura di tornare a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. In pochi secondi una serata spensierata si è trasformata in un incubo", conclude.