"Contraffazione in aumento nel Cagliaritano": l'allarme di Confcommercio

CAGLIARI. Il 30% dei cagliaritani compra prodotti contraffatti, prevalentemente vestiti, pelletteria alimentari. Il 72% di loro pensa di fare così “un buon affare”, e più della metà dichiara di non avere abbastanza soldi per comprare lo stesso prodotto ma di marca. L’identikit del consumatore? Uomo, dai 25 anni in su con un livello di istruzione medio, operaio, disoccupato o impiegato. 

È quanto emerge dall’indagine, realizzata da Confcommercio con Format Research e presentata dal presidente della sezione Sud Sardegna Alberto Bertolotti e dal direttore Giuseppe Scura, in occasione dell’appuntamento annuale “Legalità, mi piace!” incentrato su contraffazione e abusivismo. Lo studio ha visto la partecipazione di 3400 consumatori e 1500 imprese. Tra i temi trattati i prodotti contraffatti più acquistati, l’utilizzo del web e le ragioni dell’acquisto illegale. C’è poi anche l’indagine che ha riguardato le imprese: la percezione sui fenomeni criminali, le imprese danneggiate dall’illegalità e gli effetti della contraffazione e abusivismo. Un’altra indagine inserisce la Sardegna in linea più in generale nel “Sud e Isole”.

Chi compra prodotti contraffatti, secondo i dati, ha ben chiaro che potrebbe incorrere in sanzioni amministrative: lo sa almeno l’82% dei cagliaritani, e il dato è superiore alla media del Sud e dell’Italia.

La percezione delle imprese, tra furti in aumento (con il 22%) e contraffazione (con il 20), è comunque migliore rispetto alla media nazionale. Quelle che si ritengono danneggiate dalle azioni di illegalità sono molto meno rispetto al resto d’Italia. Gli effetti della contraffazione e dell’abusivismo che pesano di più sulle imprese cagliaritane, però, sono la concorrenza sleale (65.6% dato superiore rispetto all’Italia) e la riduzione del fatturato (37.4%, dato in linea rispetto all’Italia).

Sul web, soprattutto nel Sud, c’è tutto un altro mondo: i più acquistati sono i biglietti "piratati" per gli eventi, poi orologi, gioielli e occhiali. Il motivo degli acquisti illegali? Ancora una volta il risparmio.

“Il messaggio che devono percepire tutti coloro che abitualmente acquistano prodotti contraffatti, o anche solo sporadicamente, è che il risparmio, come si crede nell’immaginario comune, non c’è”, ha detto Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio Sud Sardegna, “viene a mancare la qualità del prodotto, pertanto è compromessa anche la durata, e d’altra parte si danneggia tutto il tessuto economico della città che già si trova in una profonda sofferenza che cresce con il fiorire di nuovi centri commerciali”.