Debacle repubblicani Usa, le reazioni (scomposte). Vance: "Perso per la guerra". Trump: "Finisce quando lo dico io"

WASHINGTON. Pronti, partenza, via, per citare l'apertura dei brani sanremesi del maestro Beppe Vessicchio: all'indomani delle elezioni di midterm americane che hanno segnato una storica sconfitta per i repubblicani e consegnato ai democratici il controllo del Congresso, esplodono le tensioni interne alla destra e alla Casa Bianca, con il conflitto in Iran al centro dello scontro politico, ma anche dichiarazioni scomposte da parte di politici e sostenitori, anche in Italia. Un vero e proprio spettacolo per chi gongola dopo questa sfiducia americana nei confronti di Trump. 

A sollevare il caso è stato il vicepresidente JD Vance, che in un lungo post su X ha attribuito direttamente alla guerra la causa principale del crollo elettorale del GOP, sostenendo che l'esito del voto non sia dipeso da una bassa affluenza ma dal passaggio diretto agli avversari di molti elettori che avevano sostenuto Trump nel 2024. "La ragione per cui abbiamo perso è la guerra. Il presidente stesso lo ha detto la notte scorsa", ha scritto Vance. La sua posizione ha raccolto l'immediato endorsement di Donald Trump Jr., primogenito del presidente, che ha condiviso le sue dichiarazioni affermando di condividere "ogni parola", a conferma delle riserve che entrambi avevano espresso in privato su un conflitto percepito dai sostenitori Maga come un tradimento della promessa di non avviare nuove guerre all'estero.

Non si è fatta attendere la replica del presidente Donald Trump, che parlando con i giornalisti ha ridimensionato le polemiche rivendicando la bontà della decisione militare: "So come si sente JD Vance a proposito della guerra. Lo sapevo quando l'ho iniziata. Ma abbiamo impedito all'Iran di avere un'arma nucleare". Trump ha poi tirato dritto sulla gestione del conflitto e sul proprio futuro politico: "La guerra finisce quando voglio io", ha scandito, allontanando l'ipotesi di un nuovo impeachment sbandierata dai democratici ora maggioranza al Congresso ("Impeachment per cosa? Per aver portato il Paese al successo? Distruggerebbe i democratici, il Paese non ha mai avuto così tanto successo"). Sollecitato poi sulle presidenziali del 2028, il presidente ha chiosato con incertezza: "Forse non si candiderà nessuno. Non so chi si candiderà. Forse Vance non correrà, non lo so, ma posso dirvi che, per quanto riguarda la guerra con l'Iran, non avrei fatto nulla di diverso".

Sul fronte dei commenti e delle reazioni, il fondatore di Tesla Elon Musk ha affidato a X un breve commento ironico sul risultato delle urne: "Sembra che i miei laser spaziali per interferire con le elezioni non abbiano funzionato stavolta". Dall'Italia, infine, il vicepremier Antonio Tajani ha preso le distanze dalla galassia trumpiana commentando il voto americano: "Non siamo mai stati trumpiani. Neanche Meloni è una MAGA, per carità. Noi siamo conservatori. Io? Sono berlusconiano".